Mourinho querela un giornalista di Marca

Secondo Roberto Palomar, giornalista del quotidiano sportivo Marca, José Mourinho è "il tipo di persona che scappa via dopo aver causato un incidente". Ok, lo Special One (quando non ha di fronte una platea di giornalisti plaudenti e proni) non è facile da gestire ed è noto per le sue intemperanze, ma l'apprezzamento è di quelli pesanti e, per quanto metaforico, assolutamente non giustificato.

La pensa così anche l'allenatore portoghese che, per la seconda volta da quando è in Spagna, ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la sua immagine. Un'azione "dimostrativa" perché la richiesta (15 mila euro di risarcimento che Mourinho devolverò alla società dilettantistica in cui gioca il figlio) non è particolarmente esosa e l'allenatore si rivolgerà soltanto alla giustizia civile.

Insomma, una risposta sì, ma senza esagerare per non esacerbare ulteriormente i rapporti con la stampa tenendo conto del suo ruolo di allenatore del Real Madrid. Gli avvocati hanno spiegato che questa espressione "oggettivamente vessatoria" e usata fuori contesto anche rispetto allo scopo dell'articolo non può essere tollerata.

Mourinho conosce pienamente l'importanza della libertà di espressione, e non affronta né intraprenderà mai azioni legali contro le critiche giuste.

L'ultima volta che l'allenatore si era rivolto alla giustizia contro un giornalista? Quando Charles Bouvier, inviato di El Pais, lo definì un "nazista portoghese". Anche lì, Mourinho, non aveva tutti i torti.

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