Allarme Liga: verso il collasso economico

Che la crisi c'è e si vede non c'è dubbio. Tolti sceicchi e russi, il calciomercato è stato caratterizzato da pochissimi colpi importanti per le squadre europee, che hanno puntato più sul dare fiducia ai pezzi già in casa o acquisirne nuovi tramite prestito, che a spendere in prospettiva di guadagni futuri. Ma venire a conoscenza di una scadenza temporale del sistema calcio mette sempre un po' paura, soprattutto se si parla di breve periodo.

L'allarme generale è stato dato dalla docente della facoltà di Economia dell'Università di Barcellona Josè María Gay de Liébana e trascritta sulla testata iberica As. L'analisi di Gay riguarda nello specifico la situazione della Liga, a cui tempo fa' la stessa docente aveva dato 10 anni di vita e ora invece li ha dimezzati. Alcuni problemi sono specifici della Spagna, ma il discorso potrebbe certamente essere da avviso a tutti i club europei.

I problemi che affliggono il campionato spagnolo sono quelli che si rispecchiano anche nella struttura stessa della Liga, storicamente dominata da due squadre: Barcellona e Real Madrid. I club di punta sono infatti attualmente delle vere e proprie macchine da soldi, capaci di far girare enormi capitali. La questione negativa però è che spesso i soldi vanno e vengono troppo velocemente e in alcuni periodi le spese risultano essere più alte delle entrate. Inoltre in un quadro di bipolio come quello spagnolo, le altre società calcistiche sono alle strette economiche, con debiti, stipendi dei giocatori non pagati e stadi semideserti. Gay ha infatti chiaramente ammesso: "Questo è un calcio che non cresce, a crescere sono soltanto due club, Barcellona e Real Madrid. Gli altri sono esattamente nella situazione in cui erano cinque anni fa. Cinque anni ancora e per la Liga sarà la fine".

Alla luce del suo rapporto, la docente dell'università catalana ha commentato: "Se continua così il calcio in Spagna morirà a breve: un anno fa avevo dato alla Liga ancora dieci anni di vita, ora credo che anche cinque possono essere troppi. Le soluzioni? Quelle di sempre: una razionalizzazione delle spese, una svolta verso la austerità e una gestione più democratica dei diritti televisivi". Ma allo stato attuale si può dire che il sistema calcio in Spagna ha "più problemi che soluzioni".

Foto | © TM News

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