Cagliari - Roma rinviata, è ufficiale. Lo ha deciso il Prefetto, ma la colpa è di Cellino

Motivi di ordine pubblico, Cellino chiama i tifosi all'interno di uno stadio inagibile (l'Is Arenas) e il prefetto dispone il rinvio dell'eventoIl rinvio di Cagliari - Roma è stato stabilito in una riunione urgente in Prefettura. Le forze di Polizia, che avevano già lamentato le condizioni dell'area attorno all'Is Arenas (non attrezzata ad alcun pre-filtraggio, fra strade anguste e tante abitazioni), hanno dovuto constatare che l'invito di Massimo Cellino ai tifosi ("Venite ugualmente allo stadio") avrebbe rischiato di provocare gravi incidenti.

Il comunicato con il quale il Prefetto è ufficializzato il rinvio della partita è un atto d'accusa proprio nei confronti di Cellino, il rischio che il presidente del Cagliari finisca nel mirino della giustizia (sportiva e non) per la sua uscita è altissimo.

Il Prefetto di Cagliari, a conclusione della riunione di coordinamento delle forze di Polizia, ha disposto che la gara Cagliari-Roma, programmata presso lo stadio Is Arenas a porte chiuse, sia differita ad altra data. Tale decisione si è resa necessaria per l’urgente e grave necessità di prevenire ogni forma di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica conseguente alle reazioni emotive, irrazionali e inconsulte ingenerate dall’invito formulato dal presidente della Cagliari Calcio.

Cagliari - Roma, il rinvio è ufficiale

Ore 1.30 di domenica 23 settembre, è ufficiale: domani Cagliari - Roma, prevista all'Is Arena di Quartu Sant'Elena non si giocherà. La notizia è ufficiale, la decisione arriva dal Prefetto di Cagliari che ha dovuto rispondere all'iniziativa del presidente Cellino che aveva ugualmente invitato i tifosi a recarsi allo stadio nonostante questo sia al momento inagibile.

La ricostruzione dei fatti è piuttosto semplice. Lo stadio Is Arenas, la struttura "provvisoria" che dovrebbe prendere il posto del fatiscente Sant'Elia, non è ancora pronto e non ha ancora ottenuto l'agibilità. Il Cagliari avrebbe avuto la possibilità di giocare al Nereo Rocco di Trieste, come fatto alla fine della scorsa stagione, ma questa soluzione non è gradita né ai giocatori né ai tifosi (per ovvie ragioni) e nemmeno al presidente Cellino che incassa i soldi dei biglietti, grazie agli "ospiti", ma scontenta tutti.

A quel punto il Cagliari ha chiesto di giocare "in casa", ha ottenuto il permesso per disputare Cagliari - Atalanta a porte chiuse grazie ad una rete attorno alle tribune eretta a tempo record. L'importante è che ai tifosi sia impedito di entrare. In vista di Cagliari - Roma la società sarda ci riprova, vuole le porte aperte, almeno di alcuni settori che a suo dire rispettano tutti i criteri di sicurezza. L'Osservatorio per le Manifestazioni Sportive e la Prefettura, in accordo con la Lega Calcio, negano il permesso: si gioca in Sardegna, ma ancora a porte chiuse.

Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant'Elena

Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\
Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\
Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\
Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\

Nella serata di ieri una riunione urgente puntava a sbloccare la situazione, Cellino forza la mano, ma non trova sponde dalle autorità che ribadiscono: solo a porte chiuse. La risposta della società è chiara: "i tifosi vengano ugualmente allo stadio", una sfida che la Prefettura non intende affrontare e stabilisce così, nel cuore della notte, il rinvio dell'evento sportivo.

Il rischio era quello di dover giocare una partita mentre all'esterno la Polizia caricava i tifosi "invitati dal presidente" ad entrare in una struttura di fatto inagibile e in via di completamento con il rischio, concreto, che la partita venisse in ogni caso invalidata dal giudice sportivo con lo 0-3 a tavolino in favore della Roma. Solo da noi è possibile una cosa del genere: una squadra iscritta al campionato di Serie A senza avere uno stadio con un presidente che invita i tifosi a violare le norme di legge e provoca il rinvio. Senza parole.

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