Milan, le riflessioni di Ambrosini

Massimo Ambrosini

E' nato a Pesaro il 29 maggio del 1977, cresciuto nel Cesena dove ha giocato una stagione in serie B, acquistato dal Milan nel 1996, ha vinto tutto passando attraverso anni bui, pieni solo di problemi fisici e di rientri mai definitivi. Ora però è il candidato numero uno alla fascia di capitano nel dopo Maldini, onore che gli viene concesso quando il numero 3 non è in campo, e domenica ha festeggiato il suo primo derby vinto con la fascia al braccio. Grande appassionato di basket, infatti il suo numero è un omaggio al grande Michael Jordan, uomo amato dentro e fuori il campo, lui è Massimo Ambrosini. (Fotogallery)

In una breve intervista parla della assoluta necessità di mantenere ben saldi i piedi per terra:

"Oggi a Milanello lo spirito è cambiato in un certo senso rispetto alla scorsa settimana. Torniamo finalmente ad essere arbitri del nostro destino, ma questo non deve distrarci. Il difficile forse viene proprio adesso, in questo momento, in una circostanza in cui dobbiamo tenere basso il livello della soddisfazione e tenere alto invece quello della concentrazione. Non ci sono altri discorsi da fare: la partita di domenica prossima a Napoli, per noi, è fondamentale."

Pensando al derby non nasconde l'emozione e riflette sulla grande sofferenza nel finale vedendola come una lezione da non dimenticare:

"Cosa mi ha lasciato il derby? una gioia grande. Non perdere questo derby era molto importante, per tante ragioni che non elenco ma che sono facilmente intuibili dal nostro ambiente e dai nostri tifosi. Siamo riusciti per di più a vincerlo, interpretandolo nel modo giusto e arrivando al risultato pieno in maniera assolutamente meritata. La sofferenza finale? Era meglio se non c'era...avremmo apprezzato la gioia finale lo stesso. Però dobbiamo saperla interpretare questa sofferenza nell'ultima parte di gara: nel senso che noi, non per problemi fisici, ma credo esclusivamente per problemi di testa, tendiamo a mollare un po' prima della fine della gara quando siamo in vantaggio. L'agitazione degli ultimi dieci minuti di domenica deve servirci di lezione."

Infine con la determinazione del leader punta dritto l'obiettivo sul San Paolo e sulla necessità di non lasciare nulla al caso:

"Domenica dopo la partita, ce lo siamo detti subito: ci aspettano altre due battaglie. Il derby deve essere per noi un punto di partenza, non di arrivo. Dobbiamo tenere, dobbiamo vincere le prossime partite. A Napoli farà un caldo terribili, ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, per loro è l'ultima partita in casa. Sono cose però che sappiamo da tempo, non ci sorprendono e non ci devono sorprendere. noi stiamo bene e dobbiamo continuare così"

Il Milan intanto è tornato ad allenarsi ieri pomeriggio, prima con esercitazioni per il possesso palla e poi con una seduta tecnico-tattica. Da registrare nella partitella finale le prodezze dalla distanza di Pato e di Gilardino. Gli infortunati rimangono Dida e Maldini mentre hanno seguito un lavoro specifico Inzaghi, Bonera, Gattuso, Seedorf e Kalac. La squadra torna ad allenarsi oggi con una doppia seduta.

Le foto di Massimo Ambrosini




Le foto di Massimo Ambrosini













































  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: