La settimana più calda: il 18 maggio l'atto finale. Chi la spunterà?


Quando si dice "lo sport più bello del mondo": dopo anni di isterismi, biscotti e ciambelle più o meno col buco, la tanto proclamata "annata più buona di sempre" questa volta è riuscita davvero a rapire il fiato a chiunque. L'11 maggio è stato l'anticamera di un apoteosi che vedrà la sua realizzazione fra 6 giorni quando un intero Paese si fermerà per capire chi e come, per dar libero sfogo a lacrime o urli di gioia. Come in un intricatissima trama, corsi e ricorsi storici che avrebbero fatto accapponare Gianbattista Vico, personaggi e vendette, il passato e il futuro allacciati come un'edera a un porticato abbandonato (Vota il sondaggio).

L'hombre vertical, quell'Hector Cuper sfrattato un anno e pochi mesi dopo quel giorno orribile (correva il 5 maggio 2002 e da allora si ricorda la morte di Napoleone e dell'Inter ronaldiana), si ritroverà di fronte i colori nerazzurri del suo passato: questa volta suonerà la carica battendo il pugno sul cuore di Gasbarroni e Morrone, chissà se Materazzi e Zanetti (gli unici presenti all'Olimpico sei anni fa) gli dedicheranno un sorriso. E poi lì, perdonatemi la frivolezza, sul terreno del Tardini la storia di una soubrette che deve scegliere se tifare per quei colori che si è appiccicata addosso con l'incoscienza della necessità o se sperare di rimanere la donna di un calciatore di Serie A.

Intrecci, si diceva. Come quelli che si consumeranno a centinaia di chilometri di distanza, dove l'Uomo Ragno si gioca tutto in 90 minuti; è Walter Zenga, interista nel midollo e allenatore di professione, cui Pulvirenti aveva chiesto la salvezza per continuare a condurre il Catania nella massima serie: una vittoria contro la Roma lo renderebbe l'uomo più felice del mondo, ma che succederà se dovesse perdere e Budan ergersi a protagonista dei ducali? Un uomo distrutto. E poi quell'Empoli di Gigi Cagni, spacciatissimo dopo aver gettato alle ortiche punti e partite, sconfitto contro Udinese e Reggina eppure ancora in gioco: vincere contro il derelitto Livorno significherebbe quasi probabilmente Serie A; e Spalletti, empolese doc, giocherà per un 1% anche per questo.

Insomma, tutto in 90 minuti. Con l'anticipo del sabato delle 15 tra Samp e Juve che farà da antipasto al thriller finale (gli occhi puntati sulla coppia gol Del Piero - Trezeguet e sull'ultimo atto genovese di Cassano, almeno per quest'anno), con la Fiorentina e il Milan aggrappate al colpo di reni finale per l'agognata Champions (i viola impegnati a Torino devono per forza vincere per essere sicuri di qualificarsi), con le radioline che bolliranno. Come quel 5 maggio 2002 quando la storia, la storia di questo sport, fu riscritta...

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