Osservatorio del Viminale: trasferta vietata ai romanisti, decisione giusta?

Osservatorio, vietata la trasferta ai romanisti

La settimana che porta allo scudetto è più animata che mai. Se ieri è giunta la notizia dell'esonero di Cuper da parte del presidente Ghirardi, decisione che ha portato diverse riflessioni e paure, oggi arriva la decisione dell'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive: i tifosi interisti saranno ammessi allo stadio "Tardini" di Parma mentre i tifosi giallorossi non potranno recarsi al "Massimino" di Catania. Trasferte importanti che decidono lo scudetto e diverso trattamento per le tifoserie.

In questi giorni il prefetto siciliano, Giovanni Finazzo, aveva dichiarato: "non è opportuno consentire ai tifosi romanisti di venire a Catania per la partita", timore che è stato ascoltato e inserito nei motivi che hanno portato a questa decisione. Il Viminale ci tiene a precisare che il provvedimento è stato preso con "massimo rigore" tenendo in considerazione tutti i criteri che fino ad oggi sono stati seguiti nelle decisioni dell'organismo. Sottolineando che sono state valutate "le notizie provenienti dalle autorità preposte alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, i precedenti incontri diretti ed i livelli di pericolosità espressi dalle frange più facinorose delle diverse tifoserie, individuati sulla base dell'osservazione dei comportamenti tenuti prima, durante e dopo le partite di calcio tenutesi negli ultimi tempi".

Il questore di Catania, Michele Capomacchia, ammette il sollievo dato da questa decisione, avendo comunque assicurato che se non fosse stata vietata la trasferta, la polizia era attrezzata per controllare la situazione: "Una decisione che rende meno impegnativi i problemi di ordine pubblico domenica prossima, ma bisognerà comunque tenere alta l'attenzione perché ci sono grandi aspettative da parte dei tifosi etnei". Da queste parole possiamo capire che la paura era data soprattutto dal peso della posta in palio, salvezza da una parte e scudetto d'altra, cosa sarebbe accaduto se una delle due squadre non avesse raggiunto l'obiettivo? Una evenienza che forse è stata decisiva.

Intanto il presidente del Catania Calcio, Antonino Pulvirenti, dichiara:

"Come uomo di sport non mi fa piacere, ma questa è la strada intrapresa dalle autorità e le regole valgono per tutti. Non sono la persona giusta per rispondere. So solo che anche ai nostri tifosi è stato impedito di andare a Roma. Comunque non credo che la presenza di 1.000 tifosi romanisti potesse alterare o influire sull'andamento dell'incontro. La Roma è una squadra molto forte. Per noi la salvezza equivale a qualcosa in più di uno scudetto."

Il Viminale infine sottolinea di nuovo l'imparzialità che ha portato a questa sentenza:

"Sono state considerate con la massima attenzione le richieste che arrivavano dal mondo del calcio presenti al tavolo, tutti concordi nel sottolineare il valore sportivo connesso agli incontri decisivi per l'assegnazione dello scudetto e per la retrocessione, auspicando che gli stessi potessero svolgersi secondo criteri di equità tra le tifoserie interessate. Si invitano gli organismi sportivi ad assicurare il massimo sforzo organizzativo in termini di comunicazione con le rispettive tifoserie ed impiego di risorse presso gli stadi, in modo da sostenere il compito delle forze dell'ordine chiamate a predisporre ed attuare un piano di sicurezza tanto nelle città che ospiteranno le gare più a rischio quanto in quelle che, comunque, saranno interessante dagli eventi in questione."

Una decisione che a molti fa storcere il naso, che sa di penalizzazione. Ma garantire l'ordine pubblico e la sicurezza è un dovere che non può prescindere da nulla. E voi, cosa pensate?

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