Inter: le telefonate al pregiudicato. Ombre e dubbi su un caso nato a tre giorni dalla chiusura del campionato

I fatti: Mancini, Mihajlovic, Materazzi e Zanetti, sulla base del contenuto di alcune intercettazioni al vaglio della Procura di Milano, utilizzate per un'indagine sul traffico di droga, avrebbero intrattenuto rapporti con Domenico Brescia, un pregiudicato attualmente in regime di semilibertà e condannato in passato per concorso in omicidio, rapina e ricettazione. Il Brescia, noto come il "sarto dell'Inter", sarebbe considerato un affezionato referente in casa nerazzurra non solo per la cucitura e la vendita di abiti, ma anche per l'abilità con cui riesce a procurarsi auto ed oggetti vari a prezzi di favore.

I quattro dell'Inter non risultano indagati e sarà il magistrato a stabilire se proseguire o meno con altri accertamenti. I carabinieri di Trento starebbero inoltre cercando di decifrare alcune conversazioni tra gli intercettati, nell'ambito di un'indagine riguardante un giro di scommesse sul campionato 2006/07. Domenico Brescia ha rilasciato una prima dichiarazione all'Ansa:


"Mi dispiace che, per i miei precedenti penali che risalgono a fatti dell'89 e del '92, e che non riguardano condanne né per associazione mafiosa né per droga, siano stati coinvolti dei calciatori seri con i quali ho sempre e solo avuto rapporti di lavoro e di amicizia da più di 30 anni. Mi spiace che questa vicenda venga strumentalizzata in un momento così delicato per loro"

Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter, cade dalle nuvole:

Non sapevamo nulla di questa storia, quel che posso assicurare con fermezza è che Domenico Brescia non è e non è mai stato un dipendente dell'Inter. Avrà avuto rapporti con i giocatori ma non con la società, non gli abbiamo affidato alcun lavoro.

Alessandro Altobelli, intercettato anch'egli in alcune telefonate con il Brescia, afferma di conoscere da molti anni il tizio in questione e di aver sempre e solo avuto normali rapporti di "compravendita" di abiti. Marisa Guassardo, avvocato del sarto, difende così il suo assistito:


"Il mio assistito è amico da trent'anni di giocatori dell'Inter, frequenta abitualmente, se non quotidianamente, la Pinetina, veste diversi giocatori e l'allenatore Roberto Mancini ma non ha mai avuto rapporti illeciti con alcuno di essi. Attualmente, non ci risulta alcuna indagine su Brescia e per noi è una sorpresa leggere quello che è stato pubblicato"

Intanto Stefano Gagliardi, legale di Mancini e Mihajlovic, passa al contrattacco e appellandosi al Garante della Privacy, preannuncia "azioni penali e richieste risarcitorie commisurate alla gravità e lesività delle notizie diffuse nei confronti di tutti quei quotidiani, telegiornali e radio-giornali che hanno arbitrariamente e illecitamente accostato i nomi dei signori Mancini e Mihajlovic a giri di prostituzione droga e scommesse sportive"

Il tutto nasce a pochissime ore dalla domenica clou dell'anno. Un altro capitolo in questa settimana di divieti agli stadi e di appelli a partire comunque che potrebbe avvelenare un clima già troppo teso e confuso.

  • shares
  • Mail
53 commenti Aggiorna
Ordina: