Caso Lecce: tre giornate di squalifica per Delio Rossi, 10mila euro di multa alla Lazio

Tutto nasce da una telefonata di circa 50 minuti tra Delio Rossi e Lotito intercettata prima di un Lazio-Lecce del campionato 2005/06 (esattamente il 17 aprile 2006) in cui si parla quasi esclusivamente di mercato. Ed il quasi è d'obbligo perché Rossi si lascia scappare un ambiguo "bisogna ammorbidire il Lecce" che sarebbe la frase sotto la lente dell'ingrandimento della Procura Federale. Ecco gli stralci più importanti del comunicato della Commissione Disciplinare Nazionale:

Delio Rossi avrebbe sollecitato il presidente Claudio Lotito a effettuare pressioni sulla dirigenza del Lecce per ottenerne un atteggiamento remissivo in occasione della gara di campionato da disputarsi qualche tempo dopo. La condotta istigatrice di Rossi ha concretizzato non l’ipotesi dell’illecito sportivo ma quella dell’illecito disciplinare dal momento che avrebbe assunto una “sufficiente esteriorizzazione".

La conversazione ha avuto ad oggetto quasi esclusivamente le strategie di mercato della Soc. Lazio e, in particolare, il possibile acquisto di un calciatore della Soc. Lecce, ma è altrettanto vero che le affermazioni del Rossi, per quanto circoscritte, isolate e superficiali, risultano comunque essere il risultato di un atteggiamento non consono ai doveri di correttezza che devono informare il comportamento dei tesserati.

La Lazio ha sempre negato ogni tipo di tentato inciucio ed entrambi gli accusati si sono difesi dicendo che si trattava di un semplice colloquio di mercato riguardante l'acquisto di Ledesma.

Il passaggio finale ammorbidisce (restando in tema...) la posizione di Delio Rossi e la Commissione riconosce che “la conversazione era di natura personale e non avrebbe avuto alcuna rilevanza esterna ove essa fosse stata espunta, come sarebbe stato opportuno, dal procedimento penale in corso, in quanto non attinente, e ove essa non fosse stata pubblicata, come avrebbe dovuto, su un quotidiano, in quanto coperta da segreto istruttorio, e, per l’altro, che alle affermazioni di Rossi non può attribuirsi particolare rilievo, visto che non vi era un effettivo interesse della Lazio a un trattamento di favore”.

Il tecnico della Lazio era stato deferito per violazione dell’articolo 1 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, insieme al club stesso (responsabilita` oggettiva). Il procuratore federale Stefano Palazzi aveva chiesto otto turni di stop per Rossi e 20 mila euro di ammenda per la Lazio. La società biancoceleste dovrà decidere se ricorrere o meno in appello.

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