John Terry dice addio alla nazionale e accusa la federazione: "Hanno reso la mia posizione insostenibile"

John Terry, Anton Ferdinand

John Terry non indosserà mai più la maglia della nazionale inglese, il giocatore ha annunciato la sua decisione al mondo ieri con un comunicato, lascia dopo 78 apparizioni e dopo aver indossato a lungo la fascia di capitano. Potrebbe sembrare il più classico degli addii di un giocatore non più giovanissimo, il difensore del Chelsea ha 31 anni, che ha deciso di dedicare tutte le energie alla sua squadra di club. In realtà si tratta dell'ultimo atto di quel braccio di ferro tra JT e la federazione inglese, frutto dell'ormai famosa lite dell'ottobre 2011 con Anton Ferdinand, che proprio lo scorso 15 settembre ha rivissuto un inutile revival con il giocatore del Queen's Park Rangers che ha rifiutato per l'ennesima volta di stringere la mano al Blues.

John Terry è già stato assolto dall'accusa di aggressione razziale da un tribunale ordinario, nonostante ciò la federazione ha comunque voluto proseguire la sua indagine e lunedì prossimo inizierà il procedimento contro il giocatore. La procedura potrebbe durare fino ad una settimana, Suarez per un caso analogo è stato ascoltato per quattro giorni, e potrebbe portare alla squalifica per 4 o 5 settimane della bandiera del Chelsea. Una situazione che Terry ha ritenuto insostenibile e per questo ha voluto anticipare tutti decidendo quello che la FA avrebbe potuto imporgli a breve.

Nelle sue parole non manca la delusione per quanto accaduto, parla della sua lunga esperienza in nazionale come un onore e descrive la fascia da capitano come un sogno coltivato fin da bambino. La fascia l'aveva persa a causa di un'altra brutta vicenda, un altro pasticcio che sollevò all'epoca un polverone. Il caldo Terry litigò con il compagno di squadra e di nazionale Wayne Bridge per aver avuto una relazione con la di lui signora. Il ct dei Tre Leoni era all'epoca Fabio Capello che si trovò costretto ad abbassare di grado il giocatore del Chelsea, non certo con gioia. Infatti dopo pochi mesi riconsegnò la fascia a Terry fino a quando il pasticcio di ottobre non vide l'italiano di nuovo alle strette. Questa volta però Capello non accetta le imposizioni dall'alto e piuttosto consegna le sue di dimissioni, lasciando la nazionale, alla vigilia degli Europei, in mano a Roy Hodgson.

Proprio Hodgson si ritrova suo malgrado a commentare la sorprendente decisione di uno dei giocatori più importanti per la sua squadra. L'allenatore dai lunghi trascorsi italiani è rammaricato ma ringrazia comunque Terry per la professionalità mostrata nel corso della sua gestione: "Desidero ringraziare John Terry per il suo impegno in nazionale da quando ne sono il ct. Ovviamente sono dispiaciuto di perdere un giocatore dall'esperienza internazionale e dall'eccezionale bravura come John. Ho avuto un bel rapporto con lui da quando sono il ct dell'Inghilterra, ha avuto la gentilezza di chiamare me prima dell'annuncio del suo addio alla nazionale e mio malgrado devo accettare la sua decisione".

E la Football Association in tutto ciò? Il massimo organismo del calcio inglese ha affidato la sua reazione a un paio di sterili righe sul suo sito ufficiale: "In seguito al suo annuncio di ritiro dalla nazionale inglese, la FA vuole ringraziare John Terry per l'impegno mostrato nel corso degli ultimi decenni. In occasione delle sue 78 presenze John ha sempre dato il massimo per la squadra". Leggermente più articolato il pensiero di Alex Horne, segretario generare della FA: "Non vedo come possiamo aver reso la sua posizione insostenibile. Sono due vicende davvero separate, si tratta di qualcosa accaduto durante QPR - Chelsea. Si doveva risolvere in meno tempo, ma siamo vicini alla conclusione. Dalla mia prospettiva si tratta le due cose sono separate, in compartimenti stagni. Sfortunatamente non sembrano esserlo per gli altri come dovrebbero".

Si può dire che finisce un'era, nel bene e nel male John Terry è stato davvero un simbolo dell'Inghilterra negli ultimi decenni e, da un punto di vista strettamente tattico, Hodgson avrà grandi difficoltà a rimpiazzarlo con un altro difensore con una caratura e un'esperienza internazionale pari a quella del capitano del Chelsea. Quello che è fatto è fatto, adesso tutti attendono di sapere se alla fine per lui arriverà la squalifica o meno, intanto in Inghilterra si è già scatenato il dibattito tra le due opposte fazioni: quelli che pensano che effettivamente la FA sia stata troppo dura nei confronti del difensore e quelli che invece ritengono che il suo addio sia arrivato anche troppo tardi.

Foto | © TMNews

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