Milan, la meglio gioventù: Darmian e Albertazzi

Milan, la meglio gioventù

Dopo l'esplosione di Alberto Paloschi durante quest'ultima stagione, la conferma di Pato e le aspettative della società su Gorcuff, il Milan continua la sua opera di ringiovanimento, in questo caso in difesa, con due ragazzi. Il primo è Matteo Darmian, capitano della primavera rossonera, che verrà integrato stabilmente in rosa dalla prossima stagione, il secondo è una promessa conosciuta solo agli addetti ai lavori o ai tifosi più appassionati e curiosi, si tratta di Michelangelo Albertazzi, difensore centrale.

Darmian è nato a Legnano il 2 dicembre 1989, è alto 182 cm e pesa 70 kg. Il suo numero di maglia è il 36. Ha fatto il suo debutto assoluto con il Milan ancora prima di aver compiuto 17 anni, il 28 novembre 2006 nella partita di Coppa Italia Brescia-Milan (1-2) entrando durante l'intervallo per sostituire Kaladze. Il debutto in Serie A, invece, avviene in Milan-Udinese (2-3) del 19 maggio 2007, quando entra al 59' per sostituire Favalli. Difensore che può ricoprire sia il ruolo di terzino che di centrale, punto di riferimento della primavera rossonera sul quale la società punta molto.

Albertazzi è nato a Bologna il 7 gennaio del 1991, è un difensore di grande spessore ed è destinato a grandi palcoscenici ma il suo punto forte è il carattere. Una maturità e una fermezza fuori dal comune che ha dimostrato in ogni occasione, anche di fronte alla super offerta dell'Arsenal, che a 15 anni voleva portarlo a Londra. L'offerta era di 250.000 euro netti a stagione per tre anni, decisione difficile ma forse presa proprio in virtù delle grandi prospettive future, come dire, se è un campione lo diventerà anche in casa sua. E' un tifoso del Bologna fin da bambino ed è stato ceduto a titolo definitivo alla società di via Turati nel 2007. A 16 anni è diventato il più giovane testimonial italiano per l'Adidas e ha vestito la maglia azzurra under-17 e ora è stato convocato per le qualificazioni europee di fine mese in Svizzera con l'under 19 proprio insieme a Darmian, Paloschi e Bruscagnin, tutti provenienti dalla primavera.

Giancarlo Marocchi, responsabile del settore giovanile del Bologna, tempo fa aveva affermato:

"Ha un grande talento, quello non si costruisce, ma ha anche grande determinazione nell'allenarsi e nel fare le cose. Buona tecnica, buon fisico, è un difensore centrale classico, mancino. Attento in fase difensiva, può dare un contributo anche alla prima squadra"

Un giovane di spessore che ha un solo idolo a cui si ispira, Paolo Maldini. In attesa di vedere sbocciare entrambi, la strada per ripartire forse inizia proprio lì dove dovrebbe sempre iniziare, dal vivaio.

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