Autobiografia di Almeyda: gravi dichiarazioni sul calcio italiano

Una vita spericolata quella che traspare dall'autobiografia dell'asso argentino del centrocampo Almeyda, ma non solo. Il giocatore che ha militato al Parma, alla Lazio e all'Inter mette nero su bianco stani casi di possibili illeciti avvenuti quando era in Italia.

In un periodo in cui presunti doping e risultati combinati sono argomenti attualissimi per i club italiani, arriva la bomba di Almeyda, che parla col senno di poi della sue esperienze su questi argomenti scottanti. Come sempre il dubbio è: perché parlarne ora a anni di distanza? Nelle sue narrazioni si trovano anche episodi di minacce e forse ora al sicuro in Argentina come allenatore del River Plate ha trovato il coraggio di parlare.

Già solo le rivelazioni dei suoi eccessi fisici, come l'abuso di sigarette e alcol sarebbero bastate da sole a fare notizia. L'episodio raccontato dall'Argentino di essere andato in coma etilico dopo aver bevuto 5 litri di vino in uno dei suoi ritorni in patria ai tempi in cui giocava all'Inter è un aneddoto sconvolgente. Ma sono le dichiarazioni riguardanti problemi più ampi per la comunità a scioccare ancora di più i fedelissimi del calcio.

Sono passati 14 anni dalla avvisaglie di Zeman in merito al doping, eppure sull'effettiva dimensione del fenomeno nessuno ha ancora fatto davvero chiarezza, magistrati compresi. La vicenda che ha quasi solo toccato la Juventus e Agricola, potrebbe coinvolgere molti altri club. In questo quadro la pietra lanciata da Almeyda è un vero e proprio meteorite. Il centrocampista argentino nella sua biografia fa infatti riferimento a strane sostanze che venivano somministrate ai tempi della sua militanza nel Parma. Almeyda scrive: "Al Parma ci facevano una flebo prima delle partite. Dicevano che era un composto di vitamine, ma prima di entrare in campo ero capace di saltare fino al soffitto. Il calciatore non fa domande, ma poi, con gli anni, ci sono casi di ex calciatori morti per problemi al cuore, che soffrono di problemi muscolari e altro. Penso che sia la conseguenza delle cose che gli hanno dato".

E sulle combine calcistiche poi, ecco spuntare una rivelazione shock sempre quando era alla corte dei Ducali. Nulla a che vedere con le scommesse, ma comunque un grave illecito sportivo che alla luce delle inchieste attuali poteva certo valere un'accusa di omessa denuncia. L'estratto della biografia cita: "Sul finire del campionato 2000-01, alcuni compagni del Parma ci hanno detto che i giocatori della Roma volevano che noi perdessimo la partita. Che siccome non giocavamo per nessun obiettivo, era uguale. Io ho detto di no. Sensini, lo stesso. La maggioranza ha risposto così. Ma in campo ho visto che alcuni non correvano come sempre. Allora ho chiesto la sostituzione e me ne sono andato in spogliatoio. Soldi? Non lo so. Loro lo definivano un favore...".

Tutte questioni che Almeyda non ha mai messo in luce all'opinione pubblica. Forse anche spaventato da un altro episodio accadutogli a Parma: "Dopo che avevo litigato con Stefano Tanzi, una volta mi ferma la polizia e mi sequestra la macchina. Giorni dopo, mi sono svegliato e la macchina nuova era sparita dal garage. A Milosevic, lui pure in conflitto con la società e con un contratto alto come il mio, capitava lo stesso. Un giorno mia moglie torna a casa e sente delle voci all'interno. Scappa e chiama la polizia. A casa poi non mancava niente. Ma c'era una manata sulla parete, fatta con olio di macchina. Un messaggio mafioso. Mia moglie ha avuto un parto prematuro. Dopo il Mondiale 2002 a Parma non sono più tornato".

Leggendo questi estratti i casi son due: o Almeyda ha messo a punto una sua vendetta nei confronti del Parma per chi sa quale motivo, o sono state timidamente portate alla luce prove scottanti di episodi gravissimi per tutto il sistema calcio. In ogni caso c'è materiale per aprire delle indagini e constatare se si tratta di calunnie o di verità. In quest'ultimo caso il monito di Almeyda è chiaro e dovrebbe portare tutti a capire che le mosche bianche potrebbero essere i club onesti in questo sistema calcio italiano.

Foto | © TM News

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