Calciopoli: come il sistema nacque a Milano

Che l'Inter avesse il vizio di controllare le persone già lo si sapeva. Lo stesso Vieri, alla scoperta di essere stato oggetto di intercettazioni e controlli dalla sua società di allora, ha chiesto i danni ai neroazzurri. Ma ciò che è trapelato ieri dalle dichiarazioni dell'ex investigatore privato Emanuele Cipriani interrogato nella vicenda Telecom sui dossier illegali, sono nuovi particolari sulle radici di Calciopoli.

Dall'inchiesta Telecom si capisce come nacque quella di Calciopoli, che paradossalmente può essere a sua volta considerata la radice stessa di Calciopoli, come ha commentato Gallinelli, il legale dell'arbitro De Santis finito nel mirino dei controlli illegali interisti. Che ha continuato in merito: "È come se qui si fossero riciclate non solo teorie accusatorie, ma anche meccanismi investigativi e prove".

Ad avvallare ulteriormente il punto di vista di Gallinelli, si è aggiunto anche il colpo di scena di qualche mese fa riguardante l'ispezione del pc di Giuliano Tavaroli, fulcro dell'attività di dossierraggio Telecom, avvenuta da parte dei Carabinieri nel 2005. Il nucleo dei Carabinieri intervenuti sarebbe lo stesso che si occupava di Calciopoli e non avrebbe avuto nessuna apparente motivazione di effettuare tale controllo. Ne deduce quindi Gallinelli: "Insomma, mi sembra chiaro che l’inchiesta di Calciopoli è nata prima del 2004, quando ufficialmente fu aperta da Narducci . E certamente non è nata in modo legale".

Le indagini private svolte dalla Polis d'Istinto, la società di Cipriani a cui si era rivolta l'Inter, fanno da cartina tornasole di quelle messe poi in piedi due anni dopo nel processo Calciopoli a Napoli. Una novità rivelata nell'interrogatorio di ieri riguarda la specifica tipologia di controlli che venivano effettuati nei confronti di Moggi, Giraudo e De Santis. I prescelti dall'Inter erano infatti soggetti a intercettazioni incrociate, grazie appunto alla collaborazione illegale della Telecom di Tronchetti Provera, ma soprattutto di appostamenti sotto casa e controlli dei conti bancari, estesi anche alle famiglie degli spiati. Moggi, presente in aula proprio per constatare la gravità dell'invasione personale, ha commentato furibondo: "È pazzesco, spiavano me e la mia famiglia. Ci controllavano i telefoni, pedinavano persone. Calciopoli è nata a Milano, ispirata dall’Inter. Tenevano tutti sotto controllo".

Ultima novità dell'appello di ieri, un'ulteriore estensione dei controllati. Pare infatti che nella rete di intercettazioni ci fossero anche l'allora presidente della Reggina Pasquale Foti e il la società dell'agente Alessandro Moggi, la Gea World. Nell'aria si percepisce una lunga catena di richieste di risarcimento danni all'Inter.

Foto | © TM News

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