Dall'Inghilterra: Per Di Canio c'è il Blackburn, per Davids il Barnet (che lo rivuole in campo)

Novità in vista per Paolo Di Canio ed Edgar Davids, due caratterini di quelli non semplici, eppure coinvolti in maniera diretta nel calcio anche dopo la fine dei fasti da calciatori. Il percorso resta sensibilmente differente, visto che si parla in entrambi i casi di panchine da allenatore: l'ex laziale (che fece vedere sprazzi di classe anche in Juventus, Milan e soprattutto nel suo anno a Napoli con Marcello Lippi) è una realtà consolidata del football anglosassone.

Non ai livelli di Roberto Di Matteo, che ha colto una chance fortunosa, ma comunque ad alti livelli mediatici e di risultati, rapportati agli obiettivi dei club che hanno fin qui creduto in lui. Ultimo, lo Swindon Town, una sorta di Lega Pro 2 che Di Canio ha prontamente riportato in League One: l'ex ala romana ha detto no a un paio di Championship in estate (la nostra Serie B) per proseguire il suo lavoro. E i risultati gli stanno dando ragione. Al punto che la notizia che trapela forte dagli ambienti d'oltremanica è il forte pressing del Blackburn Rovers per acquisirlo, se possibile, già a stagione in corso.

O, male che vada, prenotarlo con un anno di anticipo. Di Canio è attratto perché il club è di quelli con un certo blasone e, soprattutto, di quelli che si affidano alle volontà dei tecnici senza troppi bastoni tra le ruote.

Tornando a Edgar Davids e alle relative differenze, l'ex mediano bianconero si sente pronto a provare la carriera da tecnico dopo aver intrapreso un percorso di “studi” anche interni all'Ajax. Il suo management lo sa e inizia a muoversi. La prima proposta è già arrivata e giunge dal Barnet, società di uno dei mille quartieri di Londra (città nella quale tuttora risiede l'olandese), questo però molto periferico.

Il compito sarebbe portare a compimento, senza ulteriori impegni, il campionato in corso in League Two: visibilità per club (stadio moderno, ma con soli 6.000 posti), esperienza per lui. La trattativa non decolla, ma se ne parla ancora. Anche perché una delle chiavi è che il Barnet vorrebbe Davids in qualità di tecnico-giocatore mentre il Pitbull preferirebbe non dover tirar giù le scarpette dal chiodo.

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