Beretta lascia il Parma per il Siena

Beretta Salvarsi e dirsi addio. Mario Beretta tra poche ore porrà fine alla sua avventura sulla panchina gialloblù (una stagione sola ma intensa come cinque campionati!) e passerà al Siena. L’accordo è ormai definito nei dettagli e il DS senese Perinetti ieri ha incontrato il tecnico milanese per formalizzare il contratto che dovrebbe essere sottoscritto già tra oggi e domani.
Beretta con ogni probabilità ha capito che qualunque sarà la nuova proprietà (il presidente Angiolini non ha espresso preoccupazione per il rinvio della cessione e si conferma fiducioso in un buon esito della trattativa già settimana prossima), il suo nome non sarebbe rientrato nei programmi tecnici e ha scelto di salire sul treno Siena, prima di perdere tutte le occasioni per continuare ad allenare in Serie A. Infatti il Cagliari ha scelto ormai Giampaolo, l’Atalanta ha confermato Colantuono e l’Udinese Galeone e il novero di squadre alla ricerca di un nuovo allenatore è ormai molto ristretto.
Identica la sorte del direttore sportivo Oreste Cinquini. Avendo egli un ruolo manageriale, legato ancora di più alle future scelte della nuova proprietà. Pur senza scendere nei dettagli e senza fare nomi (si parla insistentemente di Cagliari per lui…) ha fatto comunque chiaramente capire che questa sarà la sua ultima settimana al Parma.
A questo punto il nome del nuovo trainer sarà per forza di cosa legato al nome del nuovo proprietario. Si sa da mesi che Lorenzo Sanz ha un accordo con Ernesto Valverde, mentre nei sogni di Gaetano Valenza c’è sempre Zdenek Zeman (che potrebbe essere liberato da Corioni se il Brescia non centrasse la promozione). Tomamso Ghirardi invece non si è mai sbilanciato su eventuali nomi di allenatori anche se la sua amicizia con Cesare Prandelli ha fatto galoppare la fantasia dei parmigiani; di certo se la Fiorentina dovesse subire sanzioni pesanti (nell’ordine della retrocessione o comunque la privazione della Champions League) il tecnico di Orzinuovi certamente potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di un ritorno a casa. In stand by rimane Stefano Pioli che resta il favorito dell’attuale proprietà nel caso dovesse portare avanti la gestione ancora per altri mesi, con la relativa necessità di contenimento della spesa e autarchia.

Nel commentare la decisione di Beretta non si può non comprendere le sue ragioni, davanti all’incertezza del futuro e all’impossibilità della società di dargli la benché minima garanzia di una conferma a lungo termine. Valutando obiettivamente la sua stagione, bisogna riconoscere che è riuscito a tirare fuori la squadra da una situazione molto delicata, senza cedere alle pressioni e alle voci che ogni giorno lo volevano sostituito da altri allenatori.
Tecnicamente, sono convinto che la squadra valesse ancora di più del decimo posto finale e che nel disastroso girone di andata ci fosse anche del suo; personalmente l’ho sempre criticato quando era il caso per diverse decisioni incomprensibili ai più. Tuttavia l’obiettivo dichiarato era la salvezza e questa è stata raggiunta in anticipo e in carrozza, esprimendo a tratti anche un buon calcio; tutte ragioni che ne avrebbero suggerito (imposto?) la conferma almeno per un altro anno se solo ci fosse stata una società in grado di farlo. Purtroppo non è stato così, e ai tifosi non resta che ringraziare Mario Beretta e augurargli ogni bene.

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