Bufera sul presidente della LND: frasi sessiste, si muove anche Tavecchio

Felice Belloli, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è al centro di una vera e propria bufera mediatica, per una frase pronunciata, secondo quanto riferiscono alcuni organi di stampa, durante consiglio di dipartimento del calcio femminile della LND dello scorso 5 marzo. "Basta, non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche", la frase incriminata e che sarebbe contenuta anche nel verbale della riunione. Il diretto interessato ha già smentito di aver pronunciato la frase, ma intanto si è già mosso il suo predecessore, il presidente federale Carlo Tavecchio.

Ancora una volta, dunque, un alto dirigente del calcio italiano finisce sulle prime pagine per un’uscita fuori luogo, sempre che la frase sia confermata. Secondo quanto si legge sul testo del verbale pubblicato dalla ‘Gazzetta dello Sport’, non ci sarebbero dubbi:

"Alle ore 14.30 rientra il presidente della Lnd Felice Belloli e risponde al consigliere Picheo che i finanziamenti sono a disposizione della Figc per lo sviluppo del calcio femminile ma, rispondendo a varie domande avanzate dai consiglieri, risponde che il calcio professionistico pur volendo non potrebbe ad esempio stanziare contributi e autotassarsi, perché i soldi non ci sono per nessuno, è inutile sperare in un aiuto in quel senso. Se il calcio femminile vuole vivere e crescere deve solo fare affidamento sulle proprie forze, senza lamentarsi troppo e senza sperare in aiuti dall'alto. Si apre un breve ma acceso dibattito, chiuso poi da Belloli che afferma: "Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche".

<> on April 27, 2015 in Rome, Italy.

La replica di Belloli non si è fatta attendere e tramite l’agenzia Ansa ha fatto sapere:

"Va dimostrato che quelle parole sono mie. Un verbale può essere stato scritto da chiunque. Bisogna dimostrare che io abbia detto quelle cose e io, ripeto, lo nego".

In attesa che la vicenda si chiarisca, il presidente della Figc, Carlo Tavecchio - sanzionato dall’Uefa per una frase ritenuta di stampo razzista - ha già preso una posizione forte:

"Se Belloli avesse detto quelle parole, sarebbe un fatto grave. Quella è una frase odiosa - dice il numero uno federale - e inaccettabile".

Durissimo anche il commento di Patrizia Panico, stella del Verona e della nazionale italiana femminile, che lascia presagire manifestazioni di protesta clamorose:

"Se le frasi di Belloli sono vere, sono parole sessiste, maschiliste e ignoranti - le parole riportate dalla Gazzetta dello Sport - Noi calciatrici, se verranno provate, siamo pronte alle protesta in campo. Si parla di noi calciatrici di più quando si usa quella parola che quando si gioca una partita di Champions, tutte noi invece vorremmo essere giudicate per quel facciamo in campo, non per l'orientamento sessuale".

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