Calcioscommesse, l'ombra della 'ndrangheta: l'inchiesta Dirty Soccer

Alterato il risultato di decine di partite di Lega Pro e Serie D: le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro

15:13 - Nel decreto di fermo dell'inchiesta Dirty soccer il pm catanzarese Elio Romano descrive il quadro criminale all'interno del quale operavano le due associazioni mafiose sodali nell'organizzazione del giro di calcioscommesse di respiro transnazionale come di una sorta di "romanzo criminale", un'associazione che non si è fatta scrupolo di minare la credibilità anche di quella che è una mera passione sportiva, il calcio.

Secondo gli inquirenti infatti era tutto truccato per consentire agli stessi calciatori, presidenti, allenatori e scommettitori di guadagnare milioni e milioni di euro corrompendo tutti: i 50 arrestati sono infatti accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l'aggravante di avere favorito organizzazioni mafiose, la ndrangheta in particolare.

"Esiste un sottobosco di sportivi che si vendono anche per 5mila euro. Agli indagati viene contestata non solo la frode sportiva, sanzionata dall'ottobre 2014 con una pena fino a nove anni, ma anche la truffa a danno degli scommettitori onesti, di chi ha acquistato il biglietto delle partite allo stadio, della squadra avversaria e di tutti i bambini che sognano di emulare i gesti dei loro idoli. I soggetti coinvolti si conoscono tutti tra di loro e la combine si estende anche ad altri campionati, coinvolgendo società come il Brindisi che ora stanno disputando i play off. Alcuni degli indagati hanno giocato anche sulla serie A cinese e indovinato set per set le partite di tennis in Quatar. Abbiamo riscontrato delle possibili mire espansionistiche anche sulla serie B, ma al momento non ne abbiamo individuato il preciso contatto. In questi casi la quota dell'offerta saliva da 40-50mila euro a 100-150mila euro. Altri indagati hanno ricevuto l'avviso di garanzia e le indagini sono ancora aperte"

ha spiegato alla stampa il direttore del Servizio centrale operativo, Renato Cortese.

13:11 - L'ombra della 'ndrangheta sul calcio italiano sembra essersi allungata non solo in Calabria ma lungo tutto lo stivale ed anche oltre, come spiegato dagli inquirenti questa mattina nel corso del maxi-blitz in tutta Italia coordinato dalla DIA di Catanzaro: ad alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali e l'indagine prende il via dalle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell'omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso in una operazione della polizia contro la 'ndrina.

Stando a quanto viene riferito dall'Ansa, che ricostruisce anche gli arresti della scorsa settimana, nel corso di quell'operazione della squadra mobile di Catanzaro, Sco, Dia e Guardia di finanza, sono state una quarantina le persone arrestate, tra le quali alcuni imprenditori. Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali sono state captate alcune conversazioni di Pietro Iannazzo con altri sodali nel calcioscommesse: è quindi nel corso di quella indagine che gli investigatori hanno saputo delle combine su varie partite dei campionati di Lega Pro e Serie D, combine organizzate per alterare i risultati al fine di ottenere vincite cospicue con le scommesse.

L'indagine che ha portato agli arresti di oggi, denominata "Dirty soccer" ha portato alla luce, spiegano gli investigatori, la mano della 'ndrangheta dietro alcune delle presunte combine di partite dei campionati di Lega Pro e Cnd, già note agli investigatori e sulle quali si indagava già da tempo. Tra gli arrestati ci sarebbe anche Ercole Di Nicola, originario di Atri (Teramo), responsabile dell'area tecnica dell'Aquila calcio, fermato a Venezia e ritenuto uno degli uomini chiave del sistema di calcioscommesse.

"Tramavano per estendere le combine al campionato di serie B e a gare più importanti [...] Palazzi ci ha chiesto un contributo di conoscenze per dare modo a loro di procedere. Ha anche sottolineato che operazioni del genere provocano sfiducia negli appassionati di calcio, ma al tempo stesso creano anche fiducia perché sono la dimostrazione che c'è chi lavora per ripulire questo mondo"

ha spiegato in conferenza stampa il procuratore di Catanzaro Vincenzo Lombardo. Il direttore dello Sco Renato Cortese ha invece sottolineato, riporta l'Ansa, come le ramificazioni del business criminale delle cosche calabresi siano oggi anche in settori come quello sportivo, ben oltre i classici sodalizi criminali per il traffico di droga, le armi, la prostituzione ed i business più "classici" della mafia Calabrese.

Martedì 19 maggio 2015, ore 9:29 - Girandola di arresti nella notte nell'ambito di una maxi-inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che indaga su un grosso giro di calcioscommesse su decine di partite di Lega Pro e Serie D; la Polizia di Stato ha predisposto una cinquantina di fermi tra calciatori, dirigenti e presidenti di club: il capo d'accusa è associazione a delinquere, finalizzata alla frode sportiva, aggravata dall'associazione mafiosa

Arresti e perquisizioni si sono avuti in diverse città in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia: gli indagati sarebbero circa 70 persone e tra di loro risulterebbero almeno 5 persone latitanti: secondo gli inquirenti si tratta di un enorme sodalizio tra due diverse associazioni criminali in grado di alterare risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Secondo quanto rivelato dagli inquirenti la maxi-inchiesta giudiziaria ha preso il via dalle intercettazioni di Pietro Iannazzo, un elemento di vertice della 'ndrangheta nella zona di Lamezia Terme, e considerata dagli inquirenti una cosca "d'elite", la cosiddetta mafia dei colletti bianchi.

Seguendo Iannazzo gli investigatori dello SCO della Polizia di Stato e della Squadra mobile di Catanzaro hanno scoperto un grande giro nazionale ed internazionale di scommesse clandestine sui campionati di calcio italiano dilettanti e Lega Pro (alcune anche di serie B): scommesse milionarie, partite truccate (anche grazie alla complicità di giocatori, allenatori, presidenti ed altri personaggi) che garantivano guadagni milionari. In particolare, scrive il quotidiano Repubblica, uno dei personaggi definiti 'chiave' di quest'ultimo scandalo del calcio italiano è Fabio Di Lauro il quale secondo gli investigatori è "il rappresentante unico in Italia" dei "signori delle scommesse" nazionali ed internazionali: si tratta di investimenti ed incassi per milioni di euro che transitavano attraverso banche turche, serbe, cinesi ed italiane.

Secondo la DDA sarebbero decine le partite combinate ed almeno 30 le squadre coinvolte: tra loro vi sarebbero Pro Patria, Barletta, Brindisi, L'Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lamezia, Sant'Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo. Tra gli indagati figurano anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della `Ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto.

Gli incontri sospetti

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Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa questi sarebbero alcuni degli incontri finiti all'attenzione degli inquirenti e dell'antimafia:

Hinterregio-Neapolis del 7 settembre 2014
Sorrento-Montalto del 12 ottobre 2014
Neapolis-Montalto del 26 ottobre 2014
Monopoli-Puteolana del 2 novembre 2014
Montalto-Frattese del 2 novembre 2014
Due Torri-Neapolis del 2 novembre 2014
Neapolis-Akragas del 9 novembre 2014
Neapolis-Sorrento del 23 novembre 2014
Brindisi- San Severo del 23 novembre 2014
Andria-Puteolana del 23 novembre 2014
Pomigliano-Brindisi del 14 novembre 2014
Pisa-Torres del 29 ottobre 2014
Juve Stabia-Lupa Roma del 1 novembre 2014
Santarcangelo-Aqualia del 15 novembre 2014
Grosseto-Santarcangelo del 22 novembre 2014
Aquila-Savona del 23 novembre 2014
Prato-Santarcangelo dell’8 ottobre 2014
Cremonese-Pra PAtria del 15 dicembre 2014
Monza-Torres del 17 dicembre 2014
Bassano-Monza del 21 dicembre 2014
Torres-Pro Patria dell’11 giugno 2014
Pro Patria-Pavia del 17 giugno 2014
Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo 2015
Aquila-Santarcangelo del 29 marzo 2015
Barletta-Catanzaro del 1 aprile 2015
Aversa-Barletta dell’11 aprile 2015
Vigor Lamezia-Paganese del 12 aprile 2015
Barletta-Vigor Lamezia del 19 aprile 2015

Il quotidiano torinese riporta anche i nomi e cognomi di alcuni soggetti (calciatori, allenatori, procuratori e dirigenti sportivi, oltre che a poliziotti, imprenditori e magazzinieri) implicati a vario titolo nella nuova indagine sul calcioscommesse.

Tra i calciatori coinvolti ci sarebbero: Astarita Salvatore, ex calciatore dell’Akragas, Pignatta Luciano Ariel, calciatore del Sorrento, Carotenuto William, calciatore del San Severo, Izzo Pasquale, calciatore della Puteolana, Marzocci Emanuele, calciatore della Puteolana, Ridolfi Giacomo, calciatore del Santarcangelo Calcio, Di LAuro Fabio, ex calciatore, Garaffoni Mirko, calciatore del MAceratese, Giampà Domenic, calciatore del Catanzaro.

Tra gli allenatori coinvolti invece ci sono Costantino Francesco Massimo, ex allenatore della Torres, Di Napoli Arturo, allenatore del Vittoriosa Stars (Malta) ex Savona calcio, Tosi Marco, ex allenatore del Pro Patria, Solidoro MAssimiliano, ex collaboratore tecnico del Savona, Corda Ninni, allenatore del Baretta.

A costoro si aggiungono, come dicevamo, decine di dirigenti sportivi, imprenditori e in generale personaggi che ruotano attorno al mondo del calcio: Moxedano Mario, presidente del Neapolis, Ciccarone Antonio, direttore sportivo del Neapolis, Capitani Domenico, presidente della Torres, Nucifora Vincenzo, ex direttore sportivo della Torres
Flora Antonio, presidente del Brindisi, Morisco Vito, direttore generale del Brindisi
Daleno Savino, dirtigente del Brindisi, Di Nicola Ercole, direttore sportivo de L’Aquila, Molino Francesco, direttore sportivo del Comprensorio Montalto Uffugo, Palermo Antonio, dirigente del Comprensorio Montalto Uffugo, Somma Paolo, direttore sportivo del Sorrento calcio, Pagniello Maurizio Antonio, ex calciatore ed ex presidente del Trento, Bingham Dennis Patrick, imprenditore inglese, amministratore unico e legale rappresentante dell’A.C. Monza Brianza 1912, Califano Gianni, direttore sportivo del Monza, Ulizio Mauro, ex direttore sportivo del Monza, Arpaia Claudio presidente del Vigor Lamezia, Maglia Fabrizio, d.s. del Vigor Lamezia, Bellini Felice, responsabile marketing Vigor Lamezia, Ortoli Armando, d.s. del Catanzaro, Iannazzo Pietro, ex d.s. del Sambiase. A costoro si aggiungono anche i procuratori sportivi Ruga Mauro, Piraino Daniele, Sampino Giuseppe, Ascari Eugenio, Procuratore e agente FIFA, ed altri indagati come Moxedano Raffaele, fratello di Mario, Ciccarone Vinicio, fratello di Antonio, Ciardi Daniele, magazziniere del Sant’Arcangelo, Aruci Erikson, amico di Fabio di Lauro, Benini Stefano, uomo di fiducia di Carlucci, Solazzo MArcello, uomo di fiducia di Carluccio, De Palma Diego, uomo di fiducia di Fabio Di LAuro, Dan Ioana Delia, interprete legata a Ulizzio, Pietanza Raffaele, uomo di fiducia di Carluccio e Slazzo, Annis Gimmi, uomo di fiducia Carluccio e Solazzo, Caliufano Bruno, padre del d.s. del Monza Gianni, Cenni Massimo, coinvolto sequestro per estorsione, La Ferla Sebastiano, uomo di fiducia di Bellini Felice, Poggi Raffaele, uomo di fiducia di Malisi, Scarnà Alberto, sovrintendente della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Ravenna.

(in aggiornamento)

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