Road to Germany 2006: Olanda


Marco van Basten aveva un obiettivo: ringiovanire la rosa della sua Olanda. Così da quando ha assunto la guida della squadra è cominciato un processo di svecchiamento che ha visto cadere tante teste importanti. I primi a pagare questa politica furono Seedorf e Makaay, per arrivare poi ad una seconda scrematura che ha visto come vittima Davids. L'ultimo in ordine di tempo a essere escluso dalla rosa è stato infine Huntelaar.

L'Olanda è l'ultima squadra che comporrà il girone C, quello più duro, quello più suggestivo. E' arrivata ai mondiali disputando un girone di qualificazione superbo. Ha chiuso con 32 punti, dieci vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta. Ben cinque i punti sulla Repubblica Ceca, seconda, grazie anche ai due scontri diretti vinti.

Gli Orange dunque giongono in Germania con una squadra che ai più sembrerà poco esperta vista la giovane età dei suoi componenti, ma non dimentichiamo che in questo paese questo tipo calcio è quasi una filosofia, ai giovani ci hanno sempre creduto, basti pensare al mitico vivaio dell'Ajax.

Negli anni settanta i tulipani reinventavano il gioco del calcio e lo insegnavano al resto del mondo, videro sfuggire la conquista del titolo mondiale solo in finale, per due volte consecutive (1974 e 1978). Quindi non ci stupiremmo se un'organizzazione di gioco perfetta sopperisse alla mancanza di esperienza. In ogni caso questa squadra è un ottimo investimento per il futuro.

Tra i pali troveremo Edwin van der Sar (Manchester United), Maarten Stekelenburg (Ajax Amsterdam) e Henk Timmer (AZ Alkmaar).

Il buon vecchio Edwin si assumerà la responsabilità di portare la fascia di capitano, lasciatagli da Davids, e di difendere la porta della sua nazionale. Per gli altri due solo sana panchina, ma Stekelenburg vista la sua giovane età rappresenta sicuramente il futuro, molto prossimo.

In difesa ci saranno Kew Jaliens (AZ Alkmaar), Jan Kromkamp (Liverpool), Andre Ooijer (PSV Eindhoven), John Heitinga (Ajax Amsterdam), Khalid Boulahrouz (Amburgo), Joris Mathijsen (AZ Alkmaar), Giovanni van Bronckhorst (Barcellona) e Tim de Cler (AZ Alkmaar).

Questo reparto è sicuramente di ottimo livello, sperando ovviamente che sappia confermarsi. Nel girone di qualificazione gli olandesi hanno subito solo tre gol in dodici partite. I difensori centrali potrebbero essere Boulahrouz e Mathijsen, anche se il secondo è appena guarito da un infortunio, resta quindi da verificare la sua condizione, pronta altrimenti la colonna del PSV Ooijer. Sulla sinistra ci sarà van Bronckhorst, mentre dall'altro lato bisogna capire se Heitinga è tornato quello di un paio di anni fa. Il suo calo recente gli ha fatto guadagnare spesso un posto in panchina anche con la maglia dell'Ajax, ma la convocazione in extremis da parte di van Basten gli darà sicuramente morale.

Sulla linea di centrocampo cercheranno un posto da titolare Mark van Bommel (Barcellona), Philip Cocu (PSV Eindhoven), Denny Landzaat (AZ Alkmaar), Hedwiges Maduro (Ajax Amsterdam), Wesley Sneijder (Ajax Amsterdam) e Rafael van der Vaart (Amburgo).

Qui si trovano nomi di grande interesse a partire dal grande vecchio Cocu che insieme a van Bommel proverà a tenere in mano tutto il gioco della squadra. Sempre prezioso Sneijder, ambidestro, una minaccia costante sulla destra, bravo sia negli assist che nell'andare a rete. Stiamo attenti anche alle prove di Maduro, giovanissimo, è un ottimo centrocampista difensivo che all'occorrenza può anche schierarsi come difensore centrale. E poi c'è quello che una volta era definito l'enfant prodige del calcio olandese, quel van der Vaart che tanto bene ha fatto nel suo primo anno di Bundesliga. Probabilmente nel 4-3-3 di van Basten farà l'attaccante sinistro.

Come attaccanti infine sono stati chiamati Dirk Kuijt (Feyenoord), Ruud van Nistelrooy (Manchester United), Jan Vennegoor of Hesselink (PSV Eindhoven), Arjen Robben (Chelsea), Robin van Persie (Arsenal), e Ryan Babel (Ajax Amsterdam).

La stella del Manchester United sarà l'uomo a cui spetterà il compito di prendere per mano l'attacco, in questa competizione che può rappresentare una sorta di occasione di riscatto. Nel suo club infatti spesso si è visto scavalcato da Rooney e Saha; con la nazionale, fatta eccezione per l'europeo 2004 in cui segnò in tutte le partite del girone, non ha mai avuto grossi palcoscenici sui quali esibirsi. Se dovesse accadere qualcosa a lui c'è pronto Kuijt, il suo vice a tutti gli effetti, giocatore verso il quale sono rivolti gli occhi di molti osservatori di club europei. I due "inglesi" Robben e van Persie dovranno lottare per l'unico posto rimasto libero nel tridente, quello sulla sinistra. Vannegoor of Hesselink potrà rappresentare un utile rincalzo, ogni volta che entra riesce sempre a combinare qualcosa di buono. Il giovane Babel potrebbe essere la sorpresa, ma ha vent'anni, di tempo ne avra ancora molto per mettersi in mostra.

L'Olanda dovrà faticare molto per riuscire a spuntarla nel girone C: la concorrenza di Argentina, Serbia Montenegro e Costa d'Avorio è forte. Ma i tifosi sembrano fiduciosi, lo dimostra anche un sondaggio del sito della UEFA che dice che comunque gli arancioni sono favoriti per il passaggio del turno insieme agli argentini. Tutto sta nel capire se tutti questi giovani, con l'aiuto dei pochi ma essenziali anziani, riusciranno a esprimere un bel gioco. In ogni caso basti pensare che gente come Robben, solo 22 anni per lui, ha sicuramente un'esperienza maggiore rispetto alla media per la sua età.

Di positivo c'è l'atmosfera che si respira nello spogliatoio, al contrario degli altri anni infatti sembra che il clima sia molto più disteso, grazie anche al fatto che alcune teste calde non ci sono più. Speriamo che questa squadra ci mostrerà un bel gioco, come ci ha sempre abituati d'altra parte.

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