De Laurentiis: "Non mi farò intimidire ma lo Stato deve tutelarci. Altrimenti potrei anche lasciare..."

Il presidente del Napoli non ci sta alle facili generalizzazioni ed erge un muro in difesa della sua società e dei tifosi napoletani civili che rischiano di pagare per l'ennesima volta le colpe di una minoranza violenta:

"La squalifica del San Paolo oltre al divieto delle trasferte? Sarebbe totalmente ingiusto nei confronti del club e delle persone oneste che sono i veri tifosi napoletani. Io ho comprato il Napoli per amore. Non è pensabile che i protagonisti di questi atti deprecabili siano tifosi di calcio napoletani. Esistono infiltrati che strumentalizzano l'evento sportivo come pretesto per attaccare le forze dell'ordine approfittando della cassa di risonanza che può dare una partita di calcio".

De Laurentiis continua la sua dichiarazione d'amore verso Napoli (e il suo atto d'accusa verso i teppisti) senza accantonare del tutto l'idea di un addio al calcio, se le cose non dovessero cambiare in meglio per ciò che riguarda la questione violenza nel calcio:

"La mia società ha applicato alla lettera le norme sul biglietto nominativo. Napoli è una città piena di galantuomini che non ha alcuna attinenza con un numero limitato di facinorosi. Non può essere penalizzata un'intera città e tutta la tifoseria sana. Quando decisi di comprarlo rinunciai a produrre un film ad Hollywood da cento milioni di dollari. Non mi farò intimorire da una frangia di teppisti, è giusto punirli ma bisognerebbe anche rispettare e tutelare chi investe nel calcio e le persone perbene che vanno allo stadio. Se non verranno attuate misure adeguate potrei anche salutare..."

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