Trasferte vietate ai tifosi: e se fosse stato tutto premeditato?

Lo striscione dei tifosi del Napoli che anticipava l'esodo dimassa a Roma

L'effetto domino dei disordini scatenati da frange ultra in occasione di Roma-Napoli all'esordio in campionato non si è fatto attendere. Abbiamo già scritto dei provvedimenti minacciati e di quelli già intrapresi per arginare il problema, ma è notizia fresca come sia stata bloccata la vendita dei biglietti di Napoli-Fiorentina, in programma al San Paolo il prossimo 14 settembre. Si aspetta la decisione del Giudice Sportivo per capire il da farsi.

Intanto, come era prevedibile, anche Genoa-Milan è stata vietata ai tifosi ospiti: partita ad alto rischio, ha sentenziato il Osservatorio del Viminale. Sempre aperta la ferita inferta nel non abbastanza lontano il 1995 quando, proprio in occasione di un incontro tra Grifoni e Diavoli, morì il giovane Vincenzo "Claudio" Spagnolo. Da allora la tensione è sempre alle stelle tra alcuni estremisti che si nascondono tra le due tifoserie.

Decisione giusta e inevitabile quindi? Forse. Ma c'è chi pensa che si poteva fare qualcosa di più e, soprattutto di meglio, prima. Si sta facendo strada l'idea che fosse tutto studiato a tavolino: che i sorteggi del calendario siano stati "pilotati" in modo da concentrare alcune partite a rischio subito all'avvio, da Roma-Napoli a Fiorentina-Juventus fino a Genoa-Milan della prossima giornata. Era prevedibile che "qualcosa" sarebbe successo e allora perchè non fare in modo che accadesse subito? Per poi avere il prestesto per colpire il mondo ultras.

Ovviamente è solo una supposizione, non comprovabile, ma qualche sospetto permane. E, altrettanto ovviamente, non è minimamente giustificabile quanto successo, indipendentemente dalla possibilità di prevederlo o meno però...Già, però.

Ad esempio: i tifosi del Napoli nei giorni antecedenti alla partita prendevano i biglietti e venivano schedati dalla questura (come previsto dall'avvento del biglietto nominale). La Curva A (la parte più calda del tifo partenopeo), in concomitanza dell'incontro di Intertoto, aveva diffusamente pubblicizzato la trasferta di Roma con uno striscione esposto allo Stadio (vedi foto).

Insomma, tutti sapevano che i tifosi del Napoli si sarebbero mossi in massa (almeno 2000 i previsti, poi risultati anche di più) con il treno, da Napoli Staz. Centrale per andare a Roma per la prima di campionato. Con le nuove leggi, sali sui treni di linea solo mostrando biglietto stadio e biglietto del treno. L'iniziativa "No ticket, no Parti" delle FS.

Quindi si sapeva in anticipo chi e quanti sarebbero saliti sul treno. E si sapeva che i biglietti ferroviari emessi erano molto più numerosi rispetto alla capacità del treno stesso. Viste le premesse, non sarebbe stato più sicuro organizzare un (o più) treno speciale, invece che permettere ai tifosi di comnprare regolarmente il biglietto per poi sentirsi dire che non c'era posto?

Mettete insieme i fatti di cui sopra: la supposizione che fosse tutto previsto e, in un certo senso, auspicato, è così campata in aria? Forse. Quel che è certo è che non è impedendo le trasferte ai gruppi organizzati o chiudendo gli stadi che si risolve un problema sociale che ben poco ha a che fare con il calcio.

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