Del Vecchio, Chiesa e Zé Maria: il ritorno alle origini


Finire la propria carriera sfumando anzitempo negli spogliatoi con la Coppa del Mondo alle proprie spalle o mangiando la polvere nei campetti di periferia della provincia laziale? Se faceste questa domanda a "giovanotti" come Marco Del Vecchio, Enrico Chiesa, Massimiliano Cappioli, Anselmo Robbiati, Ze Maria e Salvatore Soviero sicuramente vi risponderebbero che la passione viene prima di tutto; non si tratta di insistere, di procrastinare il momento in cui le scarpette verranno appese al chiodo, di spremere finanche l'ultimo presidente con un po' di denaro: è pura passione, è voglia di fare gol o volare tra un palo e l'altro della porta.

Ieri Del Vecchio, l'uomo per antonomasia del derby di Roma e colui che con un suo gol fece arrivare l'Italia a una manciata di secondi dalla vittoria di un Europeo, ha esordito a 35 anni con la maglia dei Pescatori Ostia, Eccellenza, in un campo di Rieti contro il Centro Italia: due gol e una traversa, smalto ancora lucido, fiato per dire a fine gara che "ho dimostrato che il vizio del gol non l'ho perso". Con lui il vecchio amico Cappioli che a 40 anni e dopo 5 lontano dai campi, ha deciso di rimettersi in gioco insieme a Del Vecchio. Ma come dicevamo quest'estate anche altri giocatori hanno accettato di scendere, e non di poco, di categoria.

E' il caso di Enrico Chiesa, sesto bomber della Serie A in attività con 138 reti realizzate con le maglie di Samp, Parma, Fiorentina, Lazio e Siena, che a 38 anni ha deciso bene di organizzare una cena coi tifosi senesi per comunicargli il suo addio alla città del Palio. S'è spostato di qualche chilometro, privilegiando la famiglia, la tranquillità e ovviamente il calcio, accasandosi al Figline Valdarno, squadra neo-promossa dalla D in Seconda Divisione: ancora professionismo dunque, un campionato abbastanza duro, con un team in cui da due anni già gioca il coetaneo Anselmo Robbiati, lo Spadino ex Fiorentina, che centellina le presenze ma che ogni tanto continua a metterla dentro.

Strana la scelta di Zé Maria, ma fino a un certo punto. Dall'apice di una carriera che appena tre stagioni fa lo vedeva calcare la fascia destra di San Siro con la maglia dell'Inter, al placido tam tam di Città di Castello, cittadina umbra la cui squadra di calcio gioca in Eccellenza. Il brasiliano ha "solo" 35 anni, così come quel "gentiluomo" di Soviero, l'estremo difensore di Palma Campania che ha ancora i guanti caldi. Insomma, un nugolo di professionisti con un passato glorioso in Serie A che pur di dare un calcio ad un pallone scompaiono nell'ombra del calcio dilettantistico. Non proprio felici, ma di certo convinti. Almeno durante i 90 minuti.

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