Dov’è finito il vero Henry?

henry

La sua prima stagione con la maglia blaugrana è stata travagliata, nonostante le tantissime aspettative che Società e tifosi nutrivano in lui, considerato da tutti uno dei migliori attaccanti del mondo. Si puntò il dito contro Frank Rijkaard e contro uno spogliatoio composto da calciatori egocentrici e poco propensi ad aiutare un Crack come Henry ad inserirsi al meglio nei meccanismi della squadra. La stampa all’inizio ha aspettato che “Titì” riuscisse ad addentrarsi in un modo di giocare e concepire il calcio molto diverso rispetto alla Premier League, ma, dopo i primi mesi di necessario ambientamento, ha iniziato inevitabilmente a criticare in n 14 del Barça.

Henry ripeteva che non poteva essere relegato a scorrazzare sulla fascia destra o sinistra, ma che era, è e sarà sempre una prima punta, un ariete da piazzare in area di rigore. Nel Barça però non gli hanno dato ascolto ed hanno insistito a farlo giocare su quelle fasce che hanno reso insuperabili Ronaldinho e Leo Messi.

Se qualche attenuante si poteva concedere l’anno scorso all’ex Arsenal, ora, dopo una stagione di Liga, sembra sempre di vedere lo stesso Henry, lontano parente di quel giocatore che ha fatto divertire ed entusiasmare i “Gunners”.
E’ stato uno dei più criticati sia nel ritorno di Champions League contro il Wisla Cracovia che nel debutto liguero a Soria contro il Numancia per il suo gioco apatico e per i pochi spunti offerti.

Nella Nazionale francese le cose non vanno di certo meglio; contro l’Austria il quotidiano “L’Equipe” ha valutato la prova di Henry con un 3 in pagella, una votazione impensabile fino a due stagioni fa.

L’allenatore blaugrana Pep Guardiola, però, ha dichiarato in diverse occasioni di voler metter in condizione Titi per poter ritornare il grande campione che è sempre stato; vuole curare personalmente ogni dettaglio della preparazione del francese ed insisterà su di lui, dandogli fiducia. Nei piani di Guardiola, però, Henry dovrà sacrificarsi ancora e giocare sulla fascia sinistra perché la punta centrale sarà Samuel Eto’o, rientrato in extremis nel progetto Barça.

Henry sa che non può più sbagliare, deve sfruttare ogni singola occasione che Pep Guardiola gli concederà perché se le cose non dovessero migliorare c’è sempre un certo Bojan Krkic, nuovo idolo del Camp Nou, che scalpita per dimostrare al mondo tutto il suo valore.

  • shares
  • Mail
15 commenti Aggiorna
Ordina: