Mancini: "Inter noiosa? Si dice dei vincenti"

Roberto Mancini ha tenuto oggi la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Hellas Verona. I nerazzurri viaggiano a punteggio pieno in testa alla classifica e domani hanno buone chance di proseguire la propria striscia positiva con il quinto successo in altrettante gare. A San Siro, infatti, sbarcherà un Hellas Verona incerottato, con la pesantissima assenza di Luca Toni (ne avrà per due mesi), anche se non bisognerà sottovalutare la squadra di Mandorlini, tecnico sempre dalle mille risorse.

Fin qui, quella che si è vista in campionato è un’Inter cinica, che ha vinto le partite grazie soprattutto alla solidità di difesa e centrocampo, coadiuvata anche da una buona dose di fortuna e qualche svista arbitrale a favore. Insomma, gira tutto per il verso giusto, come succede solitamente alle squadre forti e vincenti, come sottolinea lo stesso Mancini:

"Gli altri ci gufano? Fa parte del calcio - gongola Mancini - , è normale... Per il resto non c'è nulla di grandioso, abbiamo vinto le prime partite ma non cambia nulla, dobbiamo ancora crescere. Questo ci dà solo la possibilità di farlo con più tranquillità. Stop".

Di certo fin qui non si è vista la migliore Inter dal punto di vista del gioco, ma se fin qui i nerazzurri hanno vinto anche senza incantare, cosa potrebbe succedere quando la squadra comincerà a girare a mille?

"Anche al City dicevano la stessa cosa, spero che il finale sia lo stesso. E' dal 1982 che quando una squadra è in testa dicono che è noiosa. In Italia si dice sempre così, ma va bene. Fa parte del gioco. Rispetto ogni parere, però sento dire troppo spesso che vinciamo senza troppi meriti. Una squadra di vertice deve vincere e basta. Conta arrivare in fondo. Turnover esagerato? Un allenatore ha le sue motivazioni se decide di farlo, come un giornalista ha il diritto di fare le sue valutazioni".

Roberto Mancini

Non avendo le coppe, Mancini e i suoi possono lavorare con tranquillità e preparare le partite di Serie A come gli altri competitors per lo scudetto non possono fare: un bel vantaggio, anche se non bisogna prendere sotto gamba impegni apparentemente alla portata:

"Non ci sono partite scontate - prosegue il tecnico di Jesi - , lo abbiamo visto contro il Carpi e il Chievo. Dobbiamo dare il massimo in ogni partita, specialmente contro l'Hellas che ha già dimostrato di essere una squadra solida e che domani non ci lascerà molti spazi. Miranda? Sta bene, si è allenato assieme ai compagni. Valuterò domani mattina un suo impiego. Ljajic? Lui dovevo inserirlo contro il Chievo, però poi si è fatto male Murillo e ho dovuto compiere altre scelte. Uno come lui è importante per scardinare avversari che si difendono".

Infine, una battuta su Felipe Melo: dopo la gomitata di Chievo-Inter (e altri due falli al limite), il centrocampista brasiliano è finito nel mirino della critica. Secondo Mancini, l’ex Galatasaray non l’ha fatta franca, perché a Verona ha commesso un “semplice fallo”:

"Le botte nel calcio si prendono e si danno. Credo che in questa settimana si sia andati un po' oltre con lui. Su Felipe sono state dette delle cose inesatte".

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