Si sta consumando in queste ore l’ennesima battaglia verbale tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e il Comune di Napoli per la questione San Paolo. Il patron partenopeo ha attaccato duramente le istituzioni cittadine dai microfoni di Radio Kiss Kiss, in risposta alle affermazioni del sindaco De Magistris rilasciate nel corso dell’ultima puntata del Processo del Lunedì. Il primo cittadino, in merito allo stadio, aveva dichiarato: “Abbiamo creato le condizioni per fare in modo che la società possa investire per lo stadio, il San Paolo richiede un investimento economico importante. Se il presidente non farà un’offerta seria nel giro di poco tempo, noi valuteremo altre piste”.

Parole che hanno scatenato l’ira di De Laurentiis che ha voluto raccontare la sua versione dei fatti, rivolgendosi con delusione prima di tutto a De Magistris:

Ho letto in rassegna stampa, non sapevo di questo intervento di De Magistris a Varriale, e sono rimasto basito. Lui, a gennaio di nove mesi fa, è venuto a cena nel mio ufficio di Roma e io gli ho spiegato quello che avrei voluto fare. Messo a disposizione 20 milioni di euro e, con 30 punti, spiegato i lavori che avremmo fatto allo stadio. A lui brillavano gli occhi e ci siamo stretti la mano, accordandoci. Se devo fare un’offerta seria, com’è che il sindaco mi ha stretto la mano? Cos’è questo voltafaccia? Io non ho idea. Questa città più la conosco e più la capisco e meno la capisco.

Il presidente spiega che un anno fa si è messo alla ricerca di un architetto al quale affidare i lavori di ristrutturazione dell’impianto. Lo ha trovato in Zavanella, che ha lavorato anche allo Juventus Stadium, successivamente il 15 luglio è stato presentato lo studio di fattibilità e quindici giorni più tardi il piano finanziario. Ora è il Comune che deve esprimersi, lo avrebbe dovuto fare due giorni fa ma il consiglio è stato sciolto per mancanza del numero minimo di consiglieri. Il termine scade in 90 giorni, cioè il prossimo 31 ottobre, poi ci sarebbero quattro mesi di tempi per presentare il progetto definitivo. De Laurentiis a questo punto è molto chiaro:

Se entro il 31 ottobre io non ho una convenzione ponte io il 2 novembre dichiarerò il de profundiis dello stadio San Paolo e mi vado a cercare un terreno per costruire il progetto. Il terreno? Se faccio un fischio ci sono 100 persone che si aggregheranno a me pur di ripartire da una Napoli vincente.

Il presidente azzurro ha spiegato che nel suo progetto era presente anche l’idea di un centro commerciale, nella zona circostante lo stadio, per rendere la zona di Piazzale Tecchio completamente pedonale. Quello che più da fastidio al vulcanico produttore cinematografico è il senso di vergogna che prova di fronte ai suoi colleghi quando fanno visita al San Paolo, a partire da Andrea Agnelli la scorsa setttimana:

L’altro giorno c’era lui, ed è smarrito quando entra nel nostro stadio. Quando sono arrivati quelli del PSG, del City, del Bayern Monaco, c’è grossa differenza. Non è che posso spiegare che è del comune, che non fa manutenzione. Io faccio una figuraccia.

Poi ci va giù pesante definendo il sindaco un semplice politico quando servirebbe un tecnico (a tal proposito si scaglia anche contro Marino, un medico, sindaco di Roma), ma soprattutto il San Paolo che a suo modo di vedere è un “cesso”, indegno della sua squadra che ha avuto negli ultimi anni il merito di risollevare la reputazione della “napoletanità” nel mondo:

Io ho portato per sei anni consecutivi il Napoli in Europa, unica squadra in Italia. Tutta la schifezza della napoletanità l’abbiamo rimediata con il calcio. Noi siamo entrati nelle sedici migliori d’Europa, Milan e Inter vengono dietro, la Lazio è lontanissima. Nonostante la schifezza del San Paolo, la cui manutenzione non è nostro problema, bensì solo il prato, ed è il miglior d’Italia, il Napoli quando si muove sa lavorare. Chiedo scusa ai napoletani, che vengono numerosi, in un posto dove non ci sono bagni, in Europa ci servono i wc chimici che arrivano dalla Toscana. Noi giochiamo in un cesso, avremmo dovuto averlo gratis. Non potrebbero chiedere più di 550 mila euro l’anno, l’ha detto il Coni. Fregare noi significa fregare la città, il tifo, la povera gente che su una partita di calcio si sensibilizza e risolve le negatività della vita. Come si fa a essere il primo cittadino e non capire queste cose? Il San Paolo ho imparato ad amarlo così com’è. Vi prego di comprendere il mio disagio.

Oggi intanto scade la convenzione ponte con il Comune. De Laurentiis si dice scoraggiato e si chiede come potrà investire altri soldi nel mercato invernale in queste condizioni. Poi la minaccia di vendere tutto se le cose non cambiano. Si attende la replica del primo cittadino.

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ultimo aggiornamento: 30-09-2015


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