Lo Monaco insiste: "Senza Mourinho il calcio italiano non perde granché". E Maroni sollecita sanzioni...

Un fiume in piena che non accenna a placarsi. Il batti e risposta sembrava finito ieri, con la stoccatina di Mourinho ("Lo Monaco quello tibetano? Conosco solo il Bayern Monaco, forse cerca la prima pagina"). Invece l'Amministratore Delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, rintuzza con veemenza e stavolta lo fa direttamente attraverso il sito ufficiale della squadra siciliana, con un comunicato (leggi il testo integrale) che lascia di stucco un po' tutti. La bastonata, seppur metaforica, auspicata da Lo Monaco, ha suscitato anche l'indignata reazione del ministro Maroni che commenta così:

"Sono francamente stupito delle dichiarazioni di alcuni dirigenti di società di calcio di serie A che sembrano proprio una istigazione alla violenza. Non ho titolo per intervenire ma quando un dirigente dice dell’allenatore della squadra avversaria che “bisognerebbe bastonarlo sui denti”, è un’istigazione alla violenza. Mi aspetto che il giudice sportivo, la Lega Calcio o la Figc prendano immediate decisioni in merito. Comportamenti di questo tipo sono la cosa peggiore che si può fare, perché l’esempio viene dall’alto. Se un dirigente di una squadra incita alla violenza, anche solo metaforicamente, poi non mi stupisco se qualche tifoso esagitato mette in atto comportamenti violenti. Bisogna evitare queste espressioni."

Di seguito riportiamo il comunicato diramato questa mattina dal Catania Calcio:

Comunicato dell'Amministratore Delegato del Catania Pietro Lo Monaco

Apprendo che il signor Mourinho, allenatore dell’F.C. Internazionale, durante l’introduzione della conferenza stampa alla vigilia di Panathinaikos – Inter, parla del sottoscritto e, nel leggere i tre punti che riguardano il suo commento al mio metaforico riferimento alle “bastonate sui denti” che avrebbe meritato per le dichiarazioni a margine della gara disputata tra Inter e Catania sabato sera, non mi sorprendo assolutamente di tale manifestazione, dati i consueti comportamenti di tale soggetto.
La mia frase è assimilabile ad un intercalare tipico delle nostre parti, e non è certo da intendersi come qualcosa che possa istigare violenza o realizzarsi fisicamente, bensì un corollario a tutto un insieme di diverse considerazioni. Se qualcuno, comunque, è stato indotto a comprendere diversamente il senso della mia espressione, ebbene, chiedo scusa fin da ora. Credo che il Catania abbia dimostrato in questi anni il suo forte dissenso verso ogni forma di violenza e sono certo che strumentalizzare la mia frase dimostra soltanto la pochezza dell’interlocutore.
Voglio entrare piuttosto nel merito dei tre punti che il signor Mourinho usa per replicare alle mie dichiarazioni.
Innanzitutto, la prima pagina certo non mi interessa. Non la cerco ed ho conquistato tutto quello che ho raggiunto con il lavoro mio e dei miei uomini, gestendo con oculatezza assoluta quanto permetteva il portafoglio dei miei presidenti, certo meno gonfio di quello dei suoi, senza badare alle luci dei riflettori; in secondo luogo, che vergogna ostentare il fatto che lui guadagna anche con la pubblicità e sbattere ciò in faccia a me, ai catanesi ed a tutti i piccoli che certamente identifica tutti insieme con la sua insopportabile aria di superiorità e con il suo disgustoso disprezzo; in terzo luogo, infine, mi chiamo Lo Monaco, non Monaco semplicemente. Sono certo che, d’ora in poi, se ne ricorderà in maniera nitida!
Ed infine parliamo di calcio. L’Inter, e lo dico con vera convinzione, ha l’organico più forte d’Europa. Peccato abbia dimostrato di avere anche l’allenatore più chiacchierone del Continente! La sua squadra, fino a prova contraria, ha vinto contro di noi grazie a due autoreti: incredibile la carambola della prima, mai dimostrata la validità della seconda. Immaginate, a porte invertite, se avessero dato per buono il secondo gol (autogol) al Catania? Per favore, siamo seri, Mourinho!
Quello che ho detto a commento della gara lo confermo tutto: l’equità dell’espulsione di Muntari, la nostra sudditanza psicologica e probabilmente quella di qualcun altro, il fatto che lei deve assolutamente vincere, pena un mesto ritorno al suo Paese.
Tra qualche mese sapremo. Non credo che il calcio italiano, senza di lei, perda granché…

Pietro Lo Monaco
Amministratore Delegato Calcio Catania

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