Beppe Signori, nuova vita a Terni


Primo posto in classifica con 10 punti in 4 gare, Rigoni e Scappini capocannonieri del Girone B di Prima Divisione, 4 gol a testa, miglior attacco con 11 marcature e miglior differenza reti: a Terni sembra esser tornato il sereno dopo la burrascosa scorsa stagione con la salvezza diretta raggiunta solo in extremis. La Ternana quest'anno è una seria candidata alla promozione in B e l'avvio fa ben sperare; merito anche di un nuovo consulente tecnico, quel Beppe Signori che ha giocato la sua ultima partita di calcio tre anni fa, Sopron contro Honved, in Ungheria.

Ora è dietro la scrivania, cercando di piazzare i colpi giusti per far tornare grande la compagine rossoverde: questa estate ha lavorato alacremente e alla fine ha montato pezzo per pezzo un team niente male.

"Ma credo che i meriti vadano divisi tra tutte le componen­ti. E le componenti in ballo in questo caso sono la società, la squadra, l’allenato­re, l’organizzazione e la ri­trovata motivazione. Abbia­mo lavorato molto bene nel­la fase decisiva del ritiro per compattare un gruppo che ci sembrava già valido. Nell’ul­tima finestra di mercato abbiamo completato la squa­dra per fare un campionato di vertice. Come consulente ho cercato di consigliare i giocatori ad hoc dove c’erano delle lacune. Ho avuto carta bianca e la fortuna di veder raccolte puntualmente le mie indicazioni. Il risultato è che sono stati presi gioca­tori di grandissimo valore".

Tra i big giunti al Libero Liberati spiccano Riganò e Sartor, ma guai a sottovalutare altri bomber come Rigoni, Scappini e Tozzi Borsoi, o difensori con esperienza in Serie A come Palmiro Di Dio (ex Reggina e Bari).

Ma come si trova Beppe Signori dall’altra parte della barricata?

"Il ruolo operativo mi piace perché godo di grande li­bertà. Non ho guardato l’a­spetto economico quando ho aderito alla proposta. Sono vergine del mestiere e quin­di i dubbi e le perplessità del caso erano soprattutto mie. Ma con l’aiuto degli ammi­nistratori ce la posso fare. So che la sfida non l’ho ancora vinta. Mi rendo utile perché nella Ternana non c’erano dirigenti che avessero espe­rienze di calcio giocato. Il mio è soprattutto un lavoro di raccordo tra scrivania e campo, da trait d’union tra le problematiche dello spo­gliatoio e la dirigenza".

Poi un occhio alle aspettative della Ternana:

"Me l’aspettavo una parten­za buona. Eravamo consape­voli delle qualità di cui di­sponiamo. Abbiamo costrui­to una squadra che può fini­re tra le prime cinque e, dunque, inevitabilmente, il nostro obiettivo sono i playoff. Ma la concorrenza è terribile: dal Perugia alla Cavese. Ricordo che abbia­mo conquistato 10 punti in 360 minuti mentre nel girone d’an­data dell’anno scorso erano stati 12 in tutto"

E allora in bocca al lupo all'ex attaccante di Lazio e Bologna, le sue squadre principali, quelle con cui ha potuto realizzare 188 gol in Serie A, senza dimenticare le esperienze al Foggia e alla Sampdoria.

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