L'intervista completa a Sky: Mourinho, il perfezionismo e la difesa dei suoi uomini

Mourinho Ibrahimovic abbraccio

L'aria di distensione e l'autoanalisi che traspare dall'intervista rilasciata da Josè Mourinho ai microfoni Sky Sport 24 fa ben sperare tutti i tifosi e gli amanti del calcio che prediligono lo sport giocato a quello molto spesso chiacchierato e polemizzato che si pratica in Italia.

Esempio tipico la recente diatriba con botta e risposta a diversa latitudine tra l'allenatore dell'Inter e il dirigente Pietro Lo Monaco dopo il match con il Catania che si sono apparentemente concluse con il deferimento di quest'ultimo "per avere espresso, nel corso di dichiarazioni pubblicate da organi di stampa, giudizi lesivi della reputazione di altro tesserato e idonee a costituire, direttamente od indirettamente, incitamento alla violenza''.

Archiviata la pratica debutto vincente in Champions League lo Special One prende fiato e si lascia andare alle domande del telegiornale sportivo di Sky. Gli argomenti toccati sono vari e i toni del tecnico portoghese sono tutt'altro che accesi. Un segnale per dire basta al bisticcio verbale con Lo Monaco arriva subito:

"Non creo polemiche, ma non fuggo dalle polemiche. E se qualcuno tocca la mia squadra, io sono in prima fila a proteggerla".

E a proposito dell'inizio positivo dell'Inter non pare accontentarsi:

"Da migliorare c’è sempre tutto e io ho l’esperienza sufficiente per non essere pazzo di gioia. Abbiamo vinto una partita di Champions e abbiamo quattro punti in campionato. Io voglio migliorare sempre, migliorare il risultato, migliorare il modo di giocare. Non cambio la metodologia e il mio modo di pensare il calcio, continuo a credere che c’è bisogno un pò di tempo affinché la squadra giochi come voglio io. [...] Però, in generale, mi è piaciuto molto l’esordio in Champions, abbiamo giocato con tanta personalità. Non sono ancora completamente contento del gioco della squadra, ma sono contentissimo della forza dei giocatori, della loro mentalità, della loro voglia di cambiare la mentalità della squadra"

Ma subito il pensiero va al prossimo impegno di Campionato:

"Questa di Torino è una partita che vogliamo vincere, ma se dovessimo pareggiare, come è successo contro la Sampdoria, non sarebbe un dramma, anche se siamo solo concentrati sulla vittoria. Sono molto felice perché i giocatori sono con me anche in questo cambio di pensiero, cioè entrare in partita per vincere e sono fiducioso che andremo a Torino per vincere contro una squadra che rispettiamo, che ha i nostri stessi punti in classifica pur avendo obiettivi stagionali diversi, che ho visto giocare e che gioca un buon calcio".

Infine un attestato di stima per due giocatori protagonisti della vittoria contro il Panathinaikos (Foto - Video)

"Sì, Adriano ha fatto un primo passo. Su questo argomento preferisco giocare in difesa dicendo che Adriano ha tanto da lavorare. A un allenatore fa piacere quando un giocatore che subentra risolve la partita, lui lo ha fatto e sono contento, ma con lui gioco tranquillo, lui lo sa, da Adriano voglio molto di più di un gol in una partita di Champions. [...]
Spero ci siano tanti abbracci con Ibrahimovic. Con la mia personalità e la sua potranno esserci anche alcuni momenti difficili. L’importante è che siamo uniti e sappiamo tutti e due ciò che dobbiamo fare per raggiungere un obiettivo, che però è di tutti, è dell’Inter. La nostra è una squadra che lavora tanto e devo dire che anche chi non gioca è responsabile dei successi ottenuti dalla squadra sino a oggi. Si lavora tanto, la competitività è molto forte e questo per me è molto, molto positivo”.

Quattro punti in campionato e una vittoria convincente nella prima trasferta di Champions ma ancora tanto su cui lavorare per forgiare una squadra a sua immagine e somiglianza. Mr Mourinho ha le idee chiare.

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