Tira e molla di Morfeo, ma il Brescia non lo aspetta più


Gino Corioni si consultò a malapena con Serse Cosmi: lui voleva Domenico Morfeo a tutti i costi, nella testa del presidente del Brescia doveva arrivare al Rigamonti per ripercorrere le orme di Roby Baggio, con tutte le dovute e necessarie proporzioni. In altre parole, le Rondinelle avevano intenzione di rilanciare un giocatore persosi nel suo carattere spigoloso che tra una giocata e l'altra lo hanno fatto diventare tutt'altro che beniamino dei tifosi italiani di calcio. Oggi l'epilogo della storia d'amore, per altro mai decollata, tra la società lombarda e il fantasista abruzzese.

Ma andiamo con ordine. Morfeo arriva nella città della Leonessa questa estate, Corioni se lo aggiudica strappandolo al Parma: nei piani del club dovrà prendere in mano le redini del gioco bresciano, in una categoria teoricamente inferiore al suo tasso tecnico. Ma il giocatore appare sin dall'inizio svogliato e non essendo nè Maradona né tantomeno Cassano, il suo atteggiamento inizia ad irretire l'ambiente, fino all'epilogo fatto di tira e molla degli ultimi giorni. "Morfeo ormai pare aver perso la voglia di giocare a calcio, è inutile che resti con noi" ha detto martedì scorso Corioni. Ma l'abruzzese ha risposto il giorno dopo.

Dopo una settimana di assenza dal campo d'allenamento e la mancata convocazione nelle gare con Bari e Treviso, è stato convocato in società ed ha espresso il suo desiderio di continuare l'avventura bresciana. "Ci vediamo lunedì all'allenamento" ha detto Morfeo, con Corioni ottimista: "Mi ha detto che lunedì verrà ad allenarsi, e spero che venga. L'abbiamo fatto riflettere su cosa avrebbe buttato via" a cui ha fatto l'eco il diesse Michelini. Oggi la rottura definitiva, ancora affidata alle parole del presidente delle Rondinelle.

"A questo punto la storia è davvero finita. Sono deluso, ma Morfeo è fatto così. Da un certo punto di vista, è stato onesto perché probabilmente ha capito che, per giocare ancora a calcio a certi livelli, ci vuole lo spirito giusto e lui questo spirito probabilmente non lo ha più. L'ho visto troppo distratto da interessi extracampo: il suo ristorante, gli affitti, gli affari. Un altro come lui in serie B non ce l'ha nessuno e, se ci avesse dato quello che avrebbe potuto darci, senz'altro avremmo fatto il salto di qualità".

Pazienza, per lui e per il Brescia. Sicuramente in questa storia ci guadagnano tutti. Ora la gente si chiede se Mimmo lascerà il calcio...

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