Road to Germany 2006: Brasile


Nove vittorie, sette pareggi e due sconfitte (in Argentina e in Ecuador) sono stati più che sufficienti ai carioca per dar loro l'accesso ai Campionati del Mondo, appuntamento da loro mai mancato. Per di più il Brasile ha vinto per ben 5 volte la competizione (due volte contro l'Italia), è arrivata due volte in finale e in generale sono gli assoluti governatori del calcio internazionale. Il c.t. è Carlos Alberto Parreira, insolitamente senza un passato da calciatore, un allenatore che nella sua carriera ha già allenato altre volte il Brasile (già nell'83 e dal '92 al '94) e che sulle panchine dei club vanta presenze su quelle del Valencia, Fenerbahce e NY Metrostars, oltre che innumerevoli team brasiliani. Insomma molta esperienza, sebbene non pare ce ne voglia poi così tanta quando in possesso di una rosa così forte.

Tra i pali dei carioca ci saranno Dida (Milan), Rogerio Ceni (San Paolo) e Julio Cesar (Inter).

Questo è forse il reparto più vulnerabile dei verdeoro dal momento che il titolare indiscusso è un portiere che in Italia è stata più volte messo in discussione. Stiamo parlando ovviamente di Dida che nel Milan ha alternato stagioni pazzesche ad altre opache, come quella appena finita. Dietro di lui un duo di portieri dalle caratteristiche differenti: Ceni è il campione del mondo con il suo club, il San Paolo, ed è estremamente forte con la palla tra i piedi (ben 60 gol in carriera); Julio Cesar invece appare dotato di grande istinto ma in generale non sembra avere i connotati da portiere-saracinesca.

Il reparto difensivo è composto da Cafu (Milan), Lucio (Bayern Monaco), Cicinho (Real Madrid), Roberto Carlos (Real Madrid), Gilberto (Hertha Berlino), Juan (Bayer Leverkusen), Luisao (Benfica) e Cris (Lione).

Sulle fasce ci saranno due veterani del calcio internazionale: a destra colui che ha alzato la scorsa Coppa del Mondo e cioè quel Marcos Cafu che nonostante i 36 anni che compirà il prossimo 7 giugno non appare stanco e continua a fare il "pendolino" sulla sua fascia di competenza; a sinistra poi Roberto Carlos, bandiera del Real Madird, vecchio rimpianto degli interisti e autore in carriera di gol memorabili, grazie anche alla sua potenza. La zona centrale dovrebbe essere presieduta da Lucio e da Juan, i due giocatori di "casa" insieme a Gilberto. Il primo gioco nel Bayern Monaco e ha un'esperienza internazionale tale da essere ritenuto uno dei più forti centrali del mondo; il secondo gioca nel Bayer Leverkusen e con 39 presenze e 2 gol nella nazionale carioca rappresenta una garanzia d'affidabilità. Occhio poi a Luisao e Cris, reduci da due splendide annate nel Benfica e nel Lione.

A presiedere il centrocampo ci saranno Kakà (Milan), Gilberto Silva (Arsenal), Emerson (Juventus), Edmilson (Barcellona), Juninho Pernambucano (Lione) e Zè Roberto (Bayern Monaco).

Parreira avrà l'imbarazzo della scelta perché in qualunque modo pescherà, avrà a disposizione giocatori di classe assoluta. In ogni modo il centrocampo brasiliano non pare poter prescindere da giocatori del calibro di Emerson, un instancabile diga della zona mediana del campo, un continuo distruggere il gioco avversario e un altrettanto perpetuo proposizione di trame offensive. Con lui Ze Roberto, il giocatore del centrocampo con più presenze (78), un mix di muscoli e di fosforo, autore di ottimi dribbling sulla sinistra: per lui una piccola rivincita dopo la mancata convocazione del 2002. E poi Kakà, fantasioso e assolutamente spettacolare, il giovane giocatore del Milan spera di consacrarsi definitivamente con un mondiale ad alto livello. Tutti gli altri compagni di reparto sono eccezionali, ma probabilmente vedranno meno il terreno di gioco: Edmilson ha appena vinto la Champions League col Barça, Gilberto Silva ha fatto al meglio il suo lavoro ad Highbury mentre Juninho ha fatto definitivamente innamorare Lione.

L'attacco del Brasile è semplicemente fenomenale ed è composto da Ronaldo (Real Madrid), Adriano (Inter), Ronaldinho (Barcellona), Ricardinho (Corinthians), Robinho (Real Madrid), Fred (Lione).

Ronaldo è stato messo a dieta dal ct e pare aver accettato il nuovo regime alimentare: nonostante i suoi 86 chili però il Fenomeno è sempre micidiale sotto porta e dopo esser stato assoluto protagonista agli scorsi campionati del Mondo in Corea e Giappone, vorrà dire per l'ennesima volta la sua. Di certo il suo compito sarà reso più facile dal pallone d'oro, Ronaldnho, quello che ride sempre e che piace ai bambini. Il mondo intero stravede per lui e se contro Seaman nel 2002 il suo gol fu quasi una casualità di certo in terra tedesca saprà infiammare i suoi tifosi e non solo con i suoi colpi assolutamente eccezionali. Il terzo attaccante sarà Robinho, che nel Real Madrid ha bene o male confermato il suo valore o, alternativamente, Adriano, stagione difficile all'Inter ma un potenziale risaputamente enorme. Ricardinho di solito presiede la fascia sinistra e nel 2002 divenne campione del mondo per il forfait di Emerson, Fred ha ben fatto a Lione e a sorpresa Parreira ha puntato su di lui.

Il Brasile è la testa di serie del girone F e si giocherà il passaggio del turno insieme a Croazia, Australia e Giappone. Sulla carta, come ovvio, non dovrebbe esserci storia e interessante sembra essere solo pronosticare con quanti gol di scarto i carioca si sbarazzeranno dei nipponici o degli aussie (nell'amichevole contro i modesti giocatori del Lucerna i pentacampeo hanno vinto 8-0, in tema di scarti). Di certo però il Mondiale è una competizione che diventa difficilissima soprattutto nelle partite ad eliminazione diretta e dopo 3 finali consecutive non pare un'eresia un passaggio a vuoto in qualunque delle partite decisive. Se l'Italia fallirà l'obiettivo del primo posto nel suo gruppo allora forse agli ottavi incontrerà proprio i brasiliani e allora già da quel match potranno scaturire succose sorprese. Perché questa squadra parte coi favori del pronostico ed è dannatamente forte ma si sa, a volte non basta.

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