Trapattoni: "Mi cacciano dalla Rai? Per quei due euro che mi danno..."

Giovanni Trapattoni, ex commissario tecnico della nazionale italiana, è finito negli ultimi giorni nel mirino della critica per via delle sue “singolari” telecronache durante i match degli azzurri. In realtà, non è la prima volta che il ‘Trap’ viene criticato per il suo modo appassionato di commentare le partite dell’Italia di Conte, ma durante l’ultima amichevole contro la Germania, al pluridecorato allenatore italiano è scappata pure una parolaccia. Niente di trascendentale, ma i puristi, si sa, sono sempre lì pronti a riprendere tutti.

Secondo indiscrezioni circolate in queste ore, pare che la Rai stia dunque vagliando l’ipotesi di sostituire Trapattoni durante telecronache dell’Italia, magari con Fabio Capello. Un’eventualità che oggi il Trap ha commentato ai microfoni de La Zanzara, trasmissione radiofonica condotta da Giuseppe Cruciani:

“C’è un tentativo di farmi fuori, me l’hanno detto, me lo hanno manifestato. Non me ne frega più di tanto. Non vivo della Rai - evidenza l’ex CT - , non dipendo da nessuno. Per due euro che mi danno...”.

Giovanni Trapattoni

Dopo l’esperienza in Irlanda, Trapattoni è stato cercato da diverse nazionali, ma fin qui non ha ancora trovato la proposta stimolante di cui è alla ricerca da tempo. Del resto, uno che ha avuto una carriera come la sua, può permettersi di prendere tutto il tempo che vuole di fronte a qualunque proposta:

“Ho detto porca puttana - continua - e adesso mi criticano i soloni laureati. Sono stato un uomo di campo e di panchina. `Dai, attacca, tira´, è come se fossi in panchina. Se vogliono prendano un altro, non mi importa niente. C’è un contratto, ma c’è la Germania che mi cerca. Non ho parlato con nessuno. E ho tre, quattro nazioni che mi hanno chiamato”.

A volerlo fuori dalla Rai, pare ci sia una sorta di “mister X” cui l’ex allenatore non starebbe affatto simpatico:

“Stiamo facendo troppa pubblicità a quel soggetto lì. Non so nemmeno chi è. Non mi importa niente. Se dopo 30 anni di carriera devo prendermela per uno che viene a giudicare i miei successi ovunque in Europa per uno che non so se è andato fuori dall’Italia. Vorrei incontrarlo davanti, andare nel suo cazzo di ufficio. È quello che ha detto alla Rai che devo andarmene. Ma - conclude - non me ne frega niente”.

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