Milan, i conti non tornano: i cinesi più vicini?

Milano - I conti del Milan preoccupano i tifosi e avvicinano i nuovi investitori cinesi. È quanto emerge dal bilancio 2015 analizzato da ‘PianetaMilan.it’: nell’esercizio precedente, infatti, i ricavi del ‘Diavolo’ sono scesi sotto i 220 milioni di euro e se non ci sarà più nulla da fare con Mr Bee Taechaubol, che sembra essersi letteralmente volatilizzato, presto si dovrà molto probabilmente cedere una fetta importante delle quote azionarie. Probabilmente ben più di quanto Berlusconi avrebbe mai immaginato.

Secondo i dati economici emergenti dall’ultimo bilancio, quello relativo al 2015, il Milan ha un patrimonio netto negativo di 33,3 milioni, ma ci ha pensato la famiglia Berlusconi a ripianare, considerato che Fininvest ha versato nelle casse del club 150 milioni di euro (oltre a 70 milioni di euro di copertura di una linea di credito), mentre nel 2016 sono stati versati ulteriori 10 milioni di euro. Le plusvalenze, secondo quanto riferisce il portale a tinte rossonere, sono solo di 1,2 milioni di euro e derivano per metà dalla cessione di Riccardo Saponara all’Empoli.

Il mercato estivo, in sintesi, è stato costoso e non ammortizzato (oltre che poco proficuo dal punto di vista sportivo, risultati alla mano). Dalle cessioni in prestito sono stati incassati 2,5 milioni, ossia 2 milioni dal trasferimento di El Shaarawy al Monaco, 500mila euro per Saponara all’Empoli. Le minusvalenze ammontano a 3,3 milioni di euro, comunque in calo rispetto all’esercizio precedente, mentre i prestiti di Destro, Armero e Van Ginkel sono costati in tutto 992mila euro.

Intanto, proprio ieri sono circolate voci sul serio interessamento di un consorzio cinese nei confronti del Milan: si parla addirittura della maggioranza delle quote, opzione che il patron Berlusconi ha fin qui sempre scongiurato. I cinesi vorrebbero prelevare una fetta di Milan compresa tra il 50 e addirittura il 70%.

Berlusconi - Cina

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