Road to Germany 2006: Croazia


Zlatko Kranjcar è molto popolare in Croazia e tutti sperano in un ottimo risultato grazie al suo lavoro: la sua fama se l'è guadagnata sul campo come giocatore della Dinamo Zagabria, tantissime presenze e 98 goal. E gli effetti della sua guida si sono visti già nel girone di qualificazione, sette vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta hanno portato la squadra diritta al primo posto. Certo, a pari punti con la Svezia, ma i croati avendo vinto entrambi gli scontri diretti, seppur con due miseri 1 a 0, si sono assicurati la prima posizione.

La storia della Croazia ai mondiali è molto corta ma comunque qualche soddisfazione se la sono tolta. Fino al 1990 facevano parte della Jugoslavia, nel 1994 non sono riusciti a iscriversi in tempo alla FIFA per poter partecipare alle qualificazioni. Ma nel 1998, alla loro prima partecipazione, hanno subito fatto bene ottenendo un prestigioso terzo posto e se non fosse stato per l'exploit di Thuram in semifinale sarebbero stati pronti a giocarsi la finale con il Brasile. Nel 2002 pur battendo l'Italia non riuscirono a superare il primo turno a causa di una sciagurata sconfitta con l'Ecuador. Per quello che riguarda la loro carriera agli Europei, il miglior risultato sono stati i quarti di finale in Inghilterra nel 1996, non si qualificarono quattro anni dopo e non riuscirono a superare il primo turno nell'ultima edizione portoghese. Questo insuccesso è costato la panchina al vecchio tecnico Otto Baric.

Le convocazioni di Kranjcar non hanno riservato particolari sorprese, l'unico escluso eccellente è Vugrinec, ex Lecce e Atalanta, ma il tecnico ha dovuto spiegare che seppur a malincuore la sua scelta è stata obbligata, essendo quel ruolo già abbondandemente coperto.

I tre portieri che andranno in Germania sono Tomislav Butina (Club Bruges), Stipe Pletikosa (Shakhtar Donetsk) e Joey Didulica (Austria Vienna).

Il posto da titolare è ancora in bilico, sembrerebbe favorito Butina, era lui il titolare agli Europei del 2004, ma in questa stagione ha subito alcuni infortuni e soltanto ora è tornato disponibile. Potrebbe quindi scalzarlo Pletikosa, lui che era il titolare ai mondiali di Corea. Poche possibilità per Didulica che comunque si toglie la soddisfazione di partecipare alla seconda spedizione mondiale della sua carriera.

A difendere la porta dagli attacchi avversari ci proveranno Igor Tudor (Siena), Josip Simunic (Hertha Berlino), Mario Tokic (Austria Vienna), Robert Kovac (Juventus), Stjepan Tomas (Galatasaray) e Dario Simic (Milan).

La coppia di centrali composta da Robert Kovac e Tudor dona abbastanza sicurezza a tutto il reparto, sei i goal subiti nelle dieci partite di qualificazione. Per l'altro "italiano" Simic potrebbe esserci un posto sulla fascia, ma le poche partite disputate con la maglia del Milan potrebbero avergli fatto perdere il posto da titolare. A completare il quartetto ci dovrebbe essere Simunic. Per tutti gli altri ci sarà da lavorare per ottenere la considerazione del tecnico, sia Tomas (ex Vicenza) che Tokic sono due ottimi marcatori e con le squadre che ci sono da affrontare potrebbero tornare molto utili.

Sulla linea mediana del campo troviamo Jerko Leko (Dynamo Kiev), Niko Kranjcar (Hajduk Spalato), Niko Kovac (Hertha Berlino), Marko Babic (Bayer Leverkusen), Darijo Srna (Shakhtar Donetsk), Ivan Leko (Club Bruges), Luka Modric (Dinamo Zagabria), Jurica Vranjes (Werder Brema) e Anthony Seric (Panathinaikos).

Con il vecchio Niko Kovac a tenere le redini del centrocampo e a espletare il lavoro sporco gli altri centrocampisti possono stare tranquilli. I suoi compagni di reparto hanno infatti tutti ottime doti offensive. Ci sarà dunque Srna, abile nel lanciare gli attaccanti a rete ma anche a proporsi in prima persona sotto porta. Non potrà certo mancare Babic, anche lui regista molto avanzato che conosciamo bene in quanto ha disputato sempre ottime edizioni della Champions League con la maglia del Bayer Leverkusen. L'ultimo a completare la linea di centrocampo sarà Kranjcar, avete letto bene, il figlio dell'allenatore. In passato le sue convocazioni hanno sempre sollevato un certo chiacchiericcio, ma le prove fornite sul campo dal giovane centrocampista hanno messo a tacere i più maligni e adesso è considerato a ragione uno dei giovani più interessanti della scena europea, grazie anche al suo passaporto austriaco che lo rende di fatto un comunitario.

In attacco, infine, ci saranno Dado Prso (Glagow Rangers), Ivan Klasnic (Werder Brema), Bosko Balaban (Club Bruges), Ivica Olic (CSKA Mosca) e Ivan Bosnjak (Dinamo Zagabria).

L'unico certezza riguarda Olic, sicuro del suo posto tra gli undici di partenza. Anche nel 2002 era una scelta obbligata per la Croazia e ripagò la fiducia con buone prove in uno sfortunato mondiale. Suo uno dei due goal contro l'Italia, unica vittoria in quell'edizione. Dado Prso dopo una stagione costellata da numerosi infortuni spera di riprendersi una maglia che un tempo gli apparteneva. Klasnic ha motivazioni altrettanto forti, dopo aver rifiutato le avances di Voeller che in virtù del suo doppio passaporto lo voleva con la maglia della Germania, sembra essere molto determinato a fare bene proprio in terra tedesca dove milita tra le file del Werder Brema. L'attaccante riveste il ruolo di fido scudiero di Klose ed è molto abile in "zona Cesarini", un'arma importante. Un pensierino a quella benedetta maglia a scacchi bianca e rossa ce lo fa anche Balaban, dopo l'ottima stagione in campionato e Champions con il Club Bruges.

La Croazia è stata sorteggiata nel gruppo F in compagnia di Brasile, Australia e Giappone. Non sembra essere uno di quei gruppi terribili tuttavia proprio questa sua apparente mansuetudine potrebbe essere la difficoltà più grande. Australia e Giappone possono essere battute, ma non sono assolutamente squadra da sottovalutare, la loro esperienza in campo internazionale è tutt'altro che scadente e i progressi messi in mostra dai nipponici di edizione in edizione sono molti. Nessun passo falso per la Croazia è dunque l'imperativo, perchè l'altra, il Brasile, sconti ne farà davvero pochi. Dopo il fallimento degli ultimi mondiali bisogna cercare il riscatto e sebbene il terzo posto del 1998 sembra difficilmente eguagliabile, il superamento del primo turno è sicuramente l'obiettivo minimo. Questa squadra non avrà più le individualità di una volta, ma la coesione del gruppo è la nuova arma, i tifosi biancorossi possono sperare.

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