Milan, Berlusconi frena: "Non so se vendo ai cinesi"

Silvio Berlusconi fa retromarcia: il patron del Milan è oggi meno ottimista sulla chiusura della trattativa con i cinesi, che non avrebbero ancora offerto garanzie sugli investimenti per far tornare grande il Milan. Ormai da settimane si parla della cessione del 70% del club rossonero ad un consorzio di società cinesi che introdurrebbero soldi freschi nelle casse del ‘Diavolo’, di cui almeno 100 milioni per il calciomercato. Rispetto all’ottimismo dai giorni scorsi, però, pare che la trattativa sia tutt’altro che definita e rimane sempre il giallo della posizione di Berlusconi, che vorrebbe restare presidente per almeno un triennio.

"Stiamo negoziando con un gruppo di fondi e società che vengono dalla Cina - ha detto stamane Berlusconi a "Radio Centro Suono Sport" - , due con fatturati di decine di miliardi e una partecipazione dello Stato cinese. Non so se possiamo arrivare a concludere, non hanno ancora risposto circa il loro impegno a fornire i finanziamenti annuali necessari per riportare il Milan protagonista in Italia, in Europa e nel mondo".

Alcune indiscrezioni sostengono che in verità i cinesi non vorrebbero più l’attuale patron alla carica di presidente e che invece lui stesso si sia proposto per fare da traghettatore per tre anni. Versione esattamente opposta a quella data dall’attuale numero uno del club rossonero. "La conclusione ci sarà solo se vorranno impegnarsi in questo senso", ha aggiunto Berlusconi, spingendo dunque sul tasto degli investimenti sul mercato per far tornare grande la squadra al più presto. Quanto alla risposta di Paolo Maldini, che ha detto di non essersi mai trasferito stabilmente a Miami e di essere pronto a tornare al Milan purché vi siano in società persone che capiscono di calcio, il presidente rossonero ha contro-replicato:

"Ha preso una direzione al dl là dell'Atlantico e non si è mai proposto per un ruolo nella società milanista".

Infine, una battuta su Francesco Totti, numero 10 della Roma che pur giocando poco è stato decisivo per i giallorossi soprattutto nel finale di stagione:

"Dopo l'exploit delle ultime giornate credo sia giusto assecondare il suo desiderio di avere un'altra stagione da giocatore e poi la Roma lo potrebbe prendere come dirigente. Mi sarebbe piaciuto averlo ma non ho mai pensato di comprarlo, le bandiere non si comprano o si vendono".

Berlusconi - Milan - cinesi

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