Road to Germany 2006: Francia


Una squadra che non riesce a vincere contro Israele o contro la Svizzera negli incontri di qualificazione, può suscitare più di una perplessità. Ma quando poi si legge la rosa della Francia, ogni considerazione sul recente passato svanisce perché nei Mondiali alle volte basta un guizzo di un fuoriclasse e questa squadra ne è piena. A plasmarla, dichiarando di non averci dormito la notte per le scelte da fare, è stato Raymond Domenech, un allenatore che i francesi non vedono di buon occhio (ma alcuni lo amano) e che pare sia responsabile della fuga, poi rientrata, di giocatori come Zidane, Makelele e Thuram. Ma Domenech è un duro (esattamente come quando armato dei suoi baffi giocava da terzino nel Lione) ed è andato sempre per la sua strada, e così a pochi giorni dall'inizio dei campionati del mondo tutti hanno dimenticato la cronica difficoltà di segnare della Francia così come lo stentato girone di qualificazione in cui i blues hanno collezionato 20 punti in 10 partite, frutto di 5 vittorie e 5 pareggi, un girone francamente facile (Svizzera, Israele, Irlanda, Cipro e FarOer).

Gli estremi difensori saranno Fabien Barthez (Marsiglia), Grégory Coupet (Lione) e Mickaël Landreau (Nantes).

Domenech avrà pensato non poco a chi schierare come potiere titolare dei galletti ma alla fine pare aver preso una decisione: il numero 1 sarà Barthez, se non altro perché il portiere del Marsiglia è quello con più presenze in nazionale e maggiore esperienza. La scelta tuttavia può sembrare un'eresia visto il livello eccelso di Coupet che non solo ha fatto più che bene con il Lione quest'anno, ma è anche colui il quale ha giocato la maggior parte delle partite di qualificazione. Il compito d'essere il terzo va al portiere storico del Nantes, cioè Landreau, non di certo uno dei migliori portieri del mondo ma comunque sempre affidabile.

I difensori corrispondono ai nomi di Eric Abidal (Lione), Jean-Alain Boumsong (Newcastle), Pascal Chimbonda (Wigan), William Gallas (Chelsea), Gaël Givet (Monaco), Willy Sagnol (Bayern Monaco), Mikaël Silvestre (Manchester United) e Lilian Thuram (Juventus).

In questo reparto la sorpresa più grande è stata la convocazione, prima in assoluto per lui, di colui che è stato premiato come miglior terzino della Premiership e cioè Chimbonda. Pare abbia soffiato il posto, in extremis, a Mexes che avrebbe comunque avuto poco spazio perché al centro della difesa i posti pare siano assegnati: di sicuro Gallas, che pare vicinissimo al Milan, e poi forse Thuram, una roccia quando al centro, ma anche un ottimo terzino di spinta quando piazzato sulla fascia. Se il giocatore della Juventus dovesse essere spostato sulla destra allora prendere in mano le redini del reparto difensivo Boumsong, gigante della retroguardia dei Magpies. Sulle corsie un posto di sicuro dovrebbe appartenere ad Abidal, stimatissimo da Domenech il quale senza clamore gli ha consegnato un posto da titolare; e poi Sagnol, elegante fluidificante del Bayern Monaco, che nel caso Thuram giocherà al centro potrà occuparsi della destra.

A protezione del centrocampo scenderanno in campo Vikash Dhorasoo (Paris Saint-Germain), Alou Diarra (Lens), Claude Makelele (Chelsea), Florent Malouda (Lione), Patrick Vieira (Juventus) e Zinédine Zidane (Real Madrid).

A fare la diga nel basso centrocampo, e quindi a mettere polmoni e muscoli, probabilmente ci sarà Makelele che prima nel Real Madrid e ora nel Chelsea ha sempre svolto egregiamente i compiti di copertura e di smantellamento del gioco avversario. Accanto a lui dovrebbe esserci Patrick Vieira, perno insostituibile della mediana dei Blues per le sue doti di combattente e brillante creatore di gioco offensivo. A questo comunque penserà molto di più Zinedine Zidane che ravvedutosi circa una sua assenza in questo Mondiale, potrà fare l'ultimo acuto prima di chiudere una carriera in cui ha vinto praticamente tutto. Il quarto centrocampista dovrebbe essere Dhorasoo, la cui unica esperienza all'estero è stata quella dell'anno passato al Milan, che dispone di un'ottima tecnica e visione di gioco. Tra gli assenti illustri di questo reparto (e ciò come ovvio ha scatenato qualche polemica) segnaliamo Giuly e Pires, due tizi che hanno portato le loro squadre in finale di Champions League, oltre che il brillante Micoud, anima del Werder Brema.

Infine il terminale offensivo, costituito da Djibril Cissé (Liverpool), Thierry Henry (Arsenal), Franck Ribéry (Olympique Marsiglia), Louis Saha (Manchester United), David Trezeguet (Juventus) e Sylvain Wiltord (Lione).

E' da quasi dieci anni ormai che quei due fanno coppia fissa nell'attacco della nazionale francese: stiamo parlando ovviamente di Henry, un mix esplosivo di classe, corsa e intelligenza (unica pecca forse il colpo di testa), e di Trezeguet, il prototipo dell'attaccante d'area di rigore, uno che la butta dentro sempre e comunque. Il duo delle meraviglie non solo è un pezzo della storia di questa squadra, ma si trova anche in uno splendido momento di forma cosicché un loro grande mondiale non meraviglierebbe di sicuro. Pronti a subentrare però altri bomber di razza come Cissé, che nonostante un'annata chiaroscura a Liverpool è stato il capocannioniere dei galletti nella qualificazione con 4 gol; e poi il sempreverde Wiltord, a Lione è un leader, e il giovane e cattivo Ribery.

Giochi del destino hanno voluto che la Francia sia capitata nel gruppo F ancora insieme alla Svizzera, oltre che con Corea del Sud e Togo. I blues in campo internazionale non hanno una storia florida e le prime vittorie sono giunte solo durante il periodo di Platini col trionfo negli Europei del 1984. Dopo due mondiali che li ha visti assenti, nel 1998 l'exploit in casa con una generazione di giocatori che ancora non ne vuole sapere di abdicare. Di certo la rivoluzione sta avvenendo e artefice di ciò è anche il coraggio di Domenech; tuttavia questa squadra pare ancora molto ancorata ai suoi cardini imprescindibili e perciò questo pare l'ultimo acuto di una serie di calciatori ormai al capolinea, o quasi. Visto e considerato anche lo scorso sciagurato Mondiale in cui da campioni in carica furono eliminati da Senegal e Danimarca, allora statene certi la Francia dirà la sua. E in un girone francamente facile come quello F, passare il turno non dovrebbe essere un patema.

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