
Ieri è stata una giornata storica per il campionato russo: il Rubin Kazan è matematicamente campione forte dei suoi 10 punti di vantaggio sul CSKA Mosca a sole tre giornate dalla fine. Sono molti i motivi per cui tale notizia ha una grossa importanza nella storia del calcio russo, in primo luogo il Rubin Kazan non era mai arrivato così in alto, anzi, soltanto cinque anni fa non era nemmeno nella massima divisione, inoltre il successo è impreziosito anche dal fatto che la squadra è giovanissima avendo festeggiato proprio quest’anno i 50 anni dalla sua fondazione. Come se non bastasse per la prima volta in assoluto per due anni consecutivi il titolo vola lontano da Mosca, l’anno scorso era stata la volta dello Zenit San Pietroburgo.
Kazan, città di circa 1 milione di abitanti, è la capitale del Tatarstan, una repubblica mussulmana appartenente alla confederazione russa che gode di molta autonomia. Questo dettaglio avrebbe importanza solo dal punto di vista geopolitico se non fosse per il fatto di essere determinante nel successo del Rubin. Infatti sono proprio le casse della repubblica che in questi ultimi anni hanno rimpinguato quelle della società fino a farle raggiungere in un paio di occasioni la qualificazione per Coppa Uefa prima e il titolo nazionale ora. Nella squadra, allenata da Gurban Berdiyev, non militano grossi giocatori fatta eccezione per qualche vecchia gloria del calcio europeo come Rebrov, ex gemello del gol di Shevchenko, o Tomas che ha militato anche in Italia, nel Como.
La forza del Rubin è la compattezza del gruppo, non a caso sono la miglior difesa del campionato e pazienza se l’attacco non è proprio temibilissimo. Lo storico trionfo è avvenuto sul campo del Saturn, squadra della periferia di Mosca che già l’anno scorso aveva portato fortuna allo Zenit laureatosi campione sempre su quel prato. Il Rubin è sceso in campo forte della consapevolezza che un successo l’avrebbe laureato campione dopo la sconfitta del CSKA Mosca nel derby con lo Spartak Mosca. I ragazzi di Berdiyev hanno impiegato un po’ (75 minuti) a trovare il gol del vantaggio arrivato dai piedi di Adamov ma sono subito stati riacciuffati dal Saturn. Quando ormai tutti sembravano rassegnati allo slittamento dei festeggiamenti, ci ha pensato una vecchia conoscenza del calcio italiano a risolvere la situazione: l’ex Parma Savo Milosevic, subentrato dalla panchina, ha trovato il gol storico con un tiro dalla distanza quando mancava soltanto un minuto alla fine.
Ma com’è si spiega questo successo? E’ vero che il Rubin ha ottenuto forti finanziamenti dallo stato non a caso questo tipo di manovre era stato attuato con molta fortuna anche nell’hockey sul ghiaccio e nel basket, ma è altrettanto innegabile che in Russia c’erano squadre più attrezzate per la vittoria finale. La spiegazione allora va ricercata nella grande stagione del calcio russo in generale, tutte le altre squadre erano impegnate in Europa all’inizio del campionato; poi ci sono stati gli europei e il Kazan, con il solo Semak convocato in extremis, ha pagato certamente meno di squadre come Zenit e CSKA. Ma tutti credevano che in fondo la rivelazione del torneo prima o poi sarebbe stata riacciuffata, peccato però che l’inizio della nuova stagione continentale, con Champions e Uefa, abbia tolto altre energie preziose alle inseguitrici che alla fine si sono dovute arrendere.
Ora è giusto che il Rubin Kazan si goda il suo trionfo e pensi ai festeggiamenti che non sono ancora esplosi visto che nessuno si aspettava di dover organizzare il tutto a tre giornate dalla fine. Poi però ci sarà bisogno di iniziare a pensare al futuro perché l’anno prossimo ci sarà da giocare la Champions League alla quale i russi accederanno direttamente senza bisogno di turni di qualificazione. Ora, insomma, inizia la parte dura del lavoro, abbiamo visto che neanche il ricchissimo Zenit sponsorizzato dalla Gazprom ha avuto vita facile dopo aver incantato in campionato e in Coppa Uefa.
sinama pongolle
04 nov 2008 - 21:21 - #1Il Tomas del Rubin non ha giocato anche nel Vicenza??