Svezia-Italia, insieme a Buffon salutano anche De Rossi, Barzagli e (forse) Chiellini

L'eliminazione nei playoff contro la Svezia ha messo la parola fine all'avventura in Nazionale di Gigi Buffon. Il Capitano azzurro puntava a prendere parte al sesto Mondiale della sua carriera, così come sognava di diventare il giocatore con più presenze in una Nazionale. Questi due primati gli sono sfuggiti, ma di certo questa serata amarissima non cancellerà l'indelebile gioia del successo in Germania nel 2006. Buffon era uno dei 3 'superstiti' di quella spedizione e da domani nessuno di loro farà più parte del gruppo della Nazionale.

Andrea Barzagli ha detto addio anche lui in lacrime alla maglia azzurra: "La mia avventura finisce male. È un dispiacere molto forte, una delusione enorme. Chiudo ancora in lacrime come nel 2016 all’Europeo. Ma allora erano lacrime di liberazione, adesso è tutta un’altra cosa. È brutto lasciare la Nazionale e questa maglia in questo modo. Adesso bisogna ripartire con i giovani che in questo gruppo non mancano".

Non ci sarà più neanche Daniele De Rossi che, pur senza scendere in campo, ha vissuto oggi la sua ultima partita in azzurro: "È un momento nero per il nostro calcio, nerissimo per noi calciatori che abbiamo fatto parte di questo biennio. C’è poco da dire. Ci sarà tanto tempo per analizzare tutto, la Federazione ha un compito difficile adesso. Si deve ripartire dallo spirito che abbiamo messo in campo oggi, dallo spirito che abbiamo messo in questi dodici-tredici anni di permanenza in Nazionale. Ripartiremo come siamo ripartiti da altre delusioni cocenti. Non meritavamo di uscire per quello che si è visto in questi 180’, complimenti alla Svezia per lo spirito che ci ha messo. Dobbiamo ripartire dai giovani che si stanno mettendo in mostra con le rispettive squadre. Cosa ci siamo detti con Buffon? È stato un momento quasi assurdo da associare a una partita o a una storia di calcio. C’era un’atmosfera funebre, ma non è morto nessuno. Ci sono dei momenti che segnano le nostre vite. Io sono 16-17 anni che sono a Coverciano con questa maglia addosso e pensare che sia l’ultima volta che l’ho indossata è triste. È una parentesi che finisce, sono orgoglioso. Cosa è successo al momento del riscaldamento? Ho detto che serviva un attaccante per vincere, era soltanto un discorso tattico e spero che non si sia visto nulla di brutto. Spero di non aver offeso nessuno, sono cose che succedono negli spogliatoi. Pensavo che fosse meglio mettere Insigne o El Shaarawy che puntualmente sono entrati".

Giorgio Chiellini, invece, non c'era in Germania, ma è senza dubbio un 'senatore' di questa Nazionale visto che la sua prima presenza in azzurro è datata 17 novembre 2004. Anche Chiellini sta meditando l'addio: "Alla fine abbiamo meritato di uscire. Non sono uno che si attacca alla fortuna o alla sfortuna o all'arbitro. Abbiamo dato tutto quello che avevamo ma in questo momento evidentemente non basta. Ripartiamo dall'ambiente e dall'amore che ci hanno dimostrato i tifosi e tutta la nazione. Eravamo orgogliosi di quello che c'era attorno a noi e molto delusi per non aver raggiunto il risultato. Abbiamo tanti ragazzi giovani che nei prossimi anni avranno bisogno di questa spinta. Spero che questo amore non lasci mai la Nazionale. L'Italia ripartirà da Verratti e da tanti altri ragazzi che cresceranno e avranno la maturità giusta per l'Europeo. Non so se la Nazionale continuerà anche con Chiellini. Sono 60 anni che non mancavamo un mondiale e dobbiamo farci tutti un esame di coscienza".

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