André Luís Garcia: segnatevi questo nome, amici di Calcioblog, perché siamo di fronte a un difensore che enterà nel mito. Nato 29 anni fa a Porto Alegre, in Brasile, il buon André è cresciuto calcisticamente nel Santos, vestendo anche la maglia della Fluminense prima del grande salto in Europa: Benfica e Marsiglia, con un rendimento non altissimo, tanto da “guadagnarsi” il biglietto di ritorno per il suo Paese. Destinazione Cruzeiro in cui disputa 12 partite e andando pure a segno, un buon bottino che gli fa meritare un nuovo ingaggio (è storia recente) col Botafogo. Con la maglia bianconera gioca abbastanza e realizza pure 3 gol, prima di far venir fuori il suo carattere “altamente infiammabile” (qui i due video degli episodi che lo vedono coinvolto).
Basta una scintilla e André Luís va in escandescenze: è successo in modo plateale lo scorso giugno, è risuccesso due giorni fa, facendosi conoscere in tutto il globo. Ma andiamo cronologicamente in ordine; il primo episodio “sui generis” è riferibile alla partita che il Botafogo giocò 5 mesi fa contro il Nautico: la squadra di André Luís perdeva per 1-0 (alla fine ne buscherà 3) e il giocatore era già stato ammonito. Così quando è stato espulso dall’arbitro per un doppio giallo (ma forse aveva effettivamente preso la palla) il giocatore non ci sta ed esce dal campo contrariato. Un segno della croce e quindi via con gestacci al pubblico, il tutto corredato da una bottiglia di plastica di Gatorade lanciata verso gli spalti.
Interviene la polizia, lui alza le mani come per non volersi far toccare, ma al minimo contatto è zuffa; il giocatore si divincola in maniera che definire stizzita è forse un eufemismo, gli agenti in tenuta antisommossa utilizzano addirittura lo spray urticante per immobilizzarlo col giocatore Alessandro che addirittura vomita in campo (partita sospesa per 12 minuti). Interviene in sua difesa il presidente del Botafogo Bebeto de Freidas che bestemmia e resiste anch’egli ai pubblici ufficiali: morale della favola, arrestati per una notte entrambi, con una multa di 4 mila euro poi devoluta in beneficenza. I suoi compagni lo difendono, assicurano che gli agenti hanno esagerato, lui ammette l’errore e riparte.
Ma ieri ha avuto un nuovo mancamento, col sangue che per la seconda volta non ha raggiunto il suo cervello. Nessun ictus, signori, soltanto un altro gesto folle di un giocatore un po’ troppo nervoso. Copa Sudamericana, quarti di finale, Botafogo contro Estudiantes de La Plata: ancora il nostro in campo e ancora già ammonito. A un certo punto il direttore di gara gli si avvicina e gli sventola il secondo cartellino giallo per provocazioni con un paio di giocatori argentini. Lui non ci sta e, come in precedenza, si proclama innocente, ma a modo suo: strappa il cartellino dalle mani dell’arbitro e glielo sventola in faccia, prima che questo potesse cacciare il rosso. Ovviamente l’espulsione, che già lo attendeva, diventa diretta col Brasile tutto che torna a meravigliarsi per queste uscite eclatanti di André Luís; poi finisce 2-2 con gli argentini che passano il turno.
Qui sotto i due video degli episodi: dite la verità, è o non è un mito?
il pollo
07 nov 2008 - 13:21 - #1hahaha
che defic1ente
leleacca
07 nov 2008 - 14:54 - #2Perde la cabeza completamente!
Peppi
07 nov 2008 - 15:01 - #3mi ricorda il grandissimo Pasquale “O Animale” Bruno
Fred1
07 nov 2008 - 15:42 - #4E’ una grandissima testa di c….
jco Torino granata
07 nov 2008 - 20:13 - #5e cosa c sarebbe di tanto spettacolare?niente di più niente di meno che un cassano sud americando,cn la differenza che cassano gioca in un paese non del terzo mondo,altrimenti sarebbero probabili queste uscite di testa
deki
08 nov 2008 - 18:48 - #6 (nascondi)come gattuso in milan - Napoli