Milan, Gattuso si presenta: "Spero di non fare la fine di Inzaghi e Seedorf"

Oggi Gennaro Gattuso si è presentato al suo pubblico, quello del Milan. La società ha deciso di affidargli la prima squadra, "promuovendolo" dopo pochi mesi alla guida della Primavera. A farne le spese è stato Vincenzo Montella che ha pagato per i risultati ben al di sotto delle aspettative della dirigenza e della proprietà cinese.

Gattuso, che del Milan è una bandiera, non ha nascosto l'emozione per l'opportunità che gli è stata concessa: "E' un giorno importante. E' una grandissima responsabilità. So che ci sarà da lavorare. Ma sarà anche un piacere allenare questa squadra, che ha 16 nazionali. Ora non stiamo attraversando un grande momento, ma possono fare di più e devono fare di più. Nelle precedenti esperienze avevo preoccupazioni diverse. Qui c'è tutto. La squadra, la società. In Italia non si è mai abbastanza esperti. Io ho allenato in 100 e passa partite. Poi starà a me dimostrare con i risultati, ma penso che questa squadra possa fare bene".

Ringhio è parso avere già un'idea chiara circa il lavoro che dovrà svolgere, ripartendo da quello svolto da Vincenzo Montella e dal suo staff: "Io ho le idee chiare. Vedremo i concetti. Lavoreremo sulla difesa a tre. Io ho avuto un grandissimo rapporto con Montella. C'è stata sempre grande disponibilità da parte sua. Abbiamo un diverso modo di vedere il calcio. A lui piace il palleggio partendo da dietro, io sono convinto che poi si debba verticalizzare e puntare la porta. Il Modulo? Dipende da come stanno i giocatori. Tre in difesa, quattro a centrocampo e poi vediamo davanti. Valuteremo partita dopo partita"

Gattuso non considera un azzardo la scelta di accettare di guidare la prima squadra ma, anzi, la considera un'opportunità: "Io ho sempre rischiato. Non sono un calcolatore. Qui corro il rischio di bruciarmi, lo so. Ma vivo così, voglio vivere da protagonista. Sono in uno dei più grandi club al mondo e ho un'opportunità incredibile. E' inutile fasciarsi la testa prima di farsi male. Sono un traghettatore? Potevo pensarlo se mancavano 4-5 partite. Con 72 punti a disposizione non mi sento un traghettatore. Lo dicono le partite che mancano, non lo dico io. So di non piacere a tutti. Ho i miei pregi e i miei difetti. So che doti ho, so qual è la mia forza. So i miei concetti. Io mi definisco uno che tante volte deve imparare a contare, ma vivo molto le partite. Sento lo stesso formicolio di quando giocavo. Mi sento vivo. Inzaghi e Seedorf? Io spero di fare cose diverse, di non fare la loro fine".

Anche per quanto concerne la posizione di Bonucci, Gattuso non intende fare cambiamenti: "Rimarrà il capitano. Non aspettatevi novità in questo senso. Ho visto ragazzi che hanno grande voglia di mettersi a disposizione e di lavorare. Ho solo chiesto loro grande senso di appartenenza. Amo una squadra che ha disciplina. Il resto lo voglio vedere in campo. Non mi interessa se i giocatori escono alla sera o non si sopportano tra di loro. La cosa importante è dare tutto per un compagno di squadra. Il gruppo è la cosa più importante"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail