Milan: la Procura apre un "modello 45", tre operazioni sospette

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Il Milan, o meglio la compravendita che ha portato al passaggio di consegne tra Silvio Berlusconi e Yonghong Li finisce nel mirino della Procura di Milano. Secondo quanto riferisce ‘Il Sole 24 Ore’, infatti, vi sarebbero tre segnalazioni di operazioni sospette trasmesse nei mesi scorsi dall'Unità di informazione finanziaria di Bankitalia alla Guardia di Finanza. Al momento, non ci sono ipotesi di reato o indagati, ma solo accertamenti da parte della Procura, di cui tra l’altro si parla ormai da un paio di mesi. Lo stesso procuratore Francesco Greco, il 13 gennaio scorso aveva affermato: “Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell'A.C. Milan”.

Secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, però, il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale avrebbe fatto aprire quello che in gergo viene definito un modello 45, nel quale è riportato il rapporto delle Fiamme Gialle contenente tre segnalazioni. Non risultano, però, rogatorie o altre attività di indagine in questo senso. Le segnalazioni altro non sono che iniziative cui banche, operatori di settore ed intermediari sono tenuti ad effettuare quando, secondo le normative vigenti, “sanno, sospettano o hanno ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”.

Sulla base del rapporto della Guardia di Finanza, ora, i magistrati milanesi starebbero valutando il da farsi: potrebbe essere attivata una rogatoria in Cina, ma anche arrivare un fascicolo con ipotesi di reato, ma non sono previsti tempi brevi, come lo stesso procuratore greco aveva lasciato intendere due mesi fa. La notizia giunge a poche ore dal fallimento di uno degli asset del nuovo proprietario del Milan, mister Lì, che tra l’altro deve reperire in tempi brevi 35 milioni di euro. Se il patron rossonero non riuscirà a reperire la cifra, il fondo Elliott potrebbe assumere la proprietà del club.

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