De Laurentiis: "E' antipatico e cafone chi chiede aumenti milionari in un momento di crisi economica..."

Non gli è andata proprio giù. La richiesta di un ritocco sull'ingaggio, avanzata la scorsa settimana dal giocatore azzurro più talentuoso e ricercato dalle grandi società europee, Ezequiel Lavezzi, ha fatto letteralmente imbestialire il patron del Napoli. Dall'Inghilterra si susseguono le voci sul futuro di Lavezzi (Chelsea e M.United avrebbero offerto 4 milioni di euro a stagione all'argentino) ma qualche giorno fa De Laurentiis è stato perentorio: "Lavezzi non si muove da qui fino al 2013, poi si vedrà. I calciatori devono rispettare i contratti se no mi incazzo. Sappiano che in Inghilterra si vive male, si mangia male e le donne non si fanno il bidè!".

Al centro del chiacchiericcio di mercato sarebbero finiti anche Hamsik, Santacroce e Gargano. Lo slovacco, in realtà, ha già tranquillizzato i tifosi partenopei (e il vulcanico presidente) dicendo che non è una sua prerogativa guadagnare tanti soldi e giurando fedeltà al Napoli, almeno fino alla scadenza del contratto (2013). Oggi De Laurentiis è tornato sull'argomento non senza lanciare una frecciatina a Lavezzi:

"Viviamo in un momento di grande recessione mondiale ed è estremamente importante dare un esempio a chi non arriva neanche alla metà del mese. Il calcio è uno sport popolare e se non facessimo certe scelte rischierebbe di diventare impopolare. Credo che in questo momento tutti debbano fare i conti coi propri bilanci. I giocatori dimostrino di essere all'altezza e se alla fine ci sarà da fare dei regali non mi tirerò indietro".

Il presidente partenopeo continua chiarisce nuovamente la sua posizione sugli aumenti di ingaggio tirando in ballo la recessione economica:


"Continuo a pensare che avanzare certe richieste da parte di chi guadagna l'equivalente di due miliardi netti sia veramente antipatico, sgradevole e illogico. Soprattutto quando c'è gente, la maggior parte della gente nel mondo, che non riesce ad arrivare a fine mese, qualcuno neanche a metà mese. Sembra che abbiamo ereditato un modo di fare molto cafone, molto volgare, che non tiene presente della realtà dei fatti. I contratti si rispettano. Poi, i regali sono un'altra cosa. Ci possono sempre stare, se uno si comporta nel modo dovuto, veramente da napoletano. Perché quando vengono a giocare nella squadra del Napoli, per me diventano napoletani. I napoletani sono un popolo a parte, quindi si comportassero di conseguenza. Poi io farò la mia parte".

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