Allenamenti a porte chiuse e ritiro post natalizio: questa è la ricetta del Torino



L'ultima avventura di Walter Novellino sulla panchina del Torino non era finita nel migliore dei modi, una delle cose che più fece arrabbiare i tifosi fu la sua decisione di svolgere le sedute di allenamento a porte chiuse. Questa pare essere la soluzione anche in questo momento di difficoltà anche se l'iniziativa questa volta viene dal presidente Urbano Cairo, magari sono stati gli stessi calciatori a chiederglielo.

La seduta di ieri si è svolta di fronte a circa 500 tifosi, ma da oggi a nessuno sarà permesso di assistere, questo per permettere alla squadra di ritrovare la serenità perduta. In questi giorni si era anche parlato di un mini ritiro in vista del prossimo cruciale impegno con il Bologna, l'allenatore non è ne ha visto la necessità poiché, ha spiegato, il suo gruppo è composto da professionisti che non hanno bisogno di punizioni per dare il meglio. Questo però non è bastato a scongiurarne l'ipotesi anche per le settimane a venire.

Il presidente granata ha deciso infatti che il gruppo si ritroverà a Finale Ligure subito dopo la sosta natalizia e da lì riprenderà l'attività. Durante quel periodo la squadra disputerà alcune amichevoli con formazioni dilettantistiche locali, per il momento però non è stato stilato nessun calendario, tutto è ancora da definire. Novellino intanto ha cominciato il suo lavoro cercando di operare prima di tutto sulla testa dei suoi giocatori, ha detto che vuole una squadra con un forte carattere, con quattro o cinque leader importanti.

I giocatori su cui fa più affidamento sono Rosina, il difensore Natali e gli attaccanti Bianchi e Amoruso. Il modello da seguire, secondo Monzon, è quello della Juventus. Si, proprio lei, la vecchia signora tanto odiata dalla sponda granata della città piemontese. L'allenatore ha ammesso la difficoltà di un'affermazione del genere, come se non esistesse il famoso "cuore toro", ma oggi la situazione è delicata e, se è necessario per uscire dalla crisi, bisogna prendere spunto anche dagli avversari meno amati.

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