Alemanno: "A gennaio individueremo le aree per i nuovi stadi di Roma e Lazio"

E' più di un decennio che se ne parla a Roma (e un po' in tutta Italia, paese tra i più arretrati d'Europa sotto l'aspetto delle strutture sportive). Fu un vecchio cavallo di battaglia di Cragnotti, poi ripreso dal compianto presidente della Roma Franco Sensi. Anche Lotito non ha mai nascosto il desiderio di veder nascere un impianto di proprietà per abbattere al massimo i costi di gestione ed ottimizzare le risorse. Lo "Stadio delle Aquile" e lo Stadio "Franco Sensi" potrebbero diventare realtà tra 2 o 3 anni, come ha spiegato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al Corriere dello Sport:

"Resta per me un mistero il perché i progetti non siano stati avanzati prima. Ma è un problema che riguarda tutta l’Italia. L’Olimpico pone questioni di fruibilità, a Roma servono stadi che somiglino a club house, con ristoranti, negozi e strutture complementari. Per quanto riguarda Lazio e Roma credo che a gennaio potremo presentare i progetti di massima, in completa trasparenza e coinvolgendo maggioranza e opposizione perché gli stadi devono essere davvero patrimonio di tutti".

E per ciò che concerne le zone di costruzione e i tempi di completamento degli impianti?

"Lasciamo perdere il toto-zona, pensiamo ad aree accessibili a tutti. Mi sento di escludere Valmontone. La via Tiberina? La scelta deve essere collegiale, non di uno solo. Se si lavora rapidamente credo due anni e mezzo, tre anni. I tempi lunghi sono dovuti alle esigenze burocratiche".

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