Squalificati dopo 6 mesi gli Under 15 della Juventus per cori contro Napoli

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Il Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare ha oggi inferto una giornata di squalifica a 25 giocatori della Juventus Under 15 per quanto accaduto lo scorso 11 giugno. La sentenza, dunque, arriva dopo circa sei mesi dai fatti: al termine della semifinale contro il Napoli vinta per 3-0 e valida per le Final Four Scudetto, i giovani bianconeri intonarono "intonato a gran voce al rientro negli spogliatoi un coro dal contenuto gravemente offensivo nei confronti della squadra avversaria, dei suoi tifosi e della città di Napoli". Il coro, nello specifico, è quello che si sente spesso in vari stadi di Serie A, ovvero “Napoli usa il sapone”, che come abbiamo avuto modo di sottolineare di recente, è considerato rappresentante discriminazione territoriale, mentre ad esempio non lo è “sporchi bolognesi” oppure “parmensi lavatevi”.

Giustizia sportiva: la solita disparità di trattamento

La giustizia sportiva continua ad avere diversi pesi e diverse misure e anche se chi scrive è disgustato dai cori che continuano ad essere intonati contro Napoli e i napoletani, non può non evidenziare la disparità di trattamento in altri episodi. I tifosi bianconeri, ad esempio, si chiedono se sia stata fatta chiarezza a distanza di un anno su quanto accaduto allo Stadio San Paolo il 6 dicembre 2017 in occasione di Napoli-Juve. Allora, infatti, dalla tribuna Posillipo partì un lancio di oggetti all’indirizzo di alcuni calciatori della Juventus, ma a sorpresa non vi fu alcuna sanzione da parte del giudice sportivo, che emise il seguente comunicato:

“Gara Soc. NAPOLI - Soc. JUVENTUS Il Giudice sportivo, visto il rapporto dei collaboratori della Procura federale in cui si fa riferimento al lancio di oggetti nel recinto di giuoco da parte dei tifosi presenti nella tribuna “Posillipo” senza ulteriore specificazione della Società a cui fare riferimento, ai fini dell’applicazione della relativa responsabilità oggettiva, dispone ogni opportuno accertamento a cura della medesima Procura federale in relazione alla tifoseria effettivamente presente nel suddetto settore, con riserva di applicare le conseguenti determinazioni”.

Un comunicato che destò un certo imbarazzo perché essendo la trasferta interdetta ai tifosi della Juventus, a quale società potevano fare riferimento gli allora occupanti della tribuna Posillipo se non alla società di casa? A distanza di un anno, nessuno sa ancora se siano stati fatti gli “opportuni accertamenti” promesso nel comunicato e a quali “conseguenti determinazioni” hanno eventualmente portato.

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