Cori razzisti, Figc: "Squadre fuori dal campo al secondo richiamo"

Gabriele Gravina

Nello stesso periodo storico in cui il governo di Giuseppe Conte nega l'aumento degli episodi di razzismo in Italia - il Consiglio d'Europa la vede in modo molto diverso - la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha ritenuto opportuno rivedere la procedura per la sospensione temporanea delle partite in caso di cori razzisti.

Il Consiglio Federale della Figc si è riunito oggi, 30 gennaio 2019, e ha deciso di ridurre da tre a due i passaggi della sospensione temporanea. Fino a ieri la procedura prevedeva la sospensione temporanea della partita per diffondere un annuncio tramite lo speaker dopo le prime avvisaglie di cori finalizzati alla discriminazione razziale.

Questo passaggio è stato rimosso dalla Figc, che ha deciso di lasciare in vigore gli altri due. In caso di cori razzisti, quindi, le squadre saranno richiamate a centrocampo e gli altoparlanti difenderanno un primo messaggio di avvertimento. Se questo non dovesse funzionare, la partita sarà interrotta e le squadre torneranno negli spogliatoi.

La Figc sottolinea comunque che l'autorità competente per la sospensione delle partite resterà comunque il responsabile per l'ordine pubblico.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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