I fatti di Catania-Roma - Pulvirenti: "L'unico abusivo che non doveva essere in campo era Pradè"

Non si placano le scaramucce verbali all'indomani di Catania-Roma. Ieri Mexes e Zenga, tra i più esagitati, hanno mostrato un certo nervosismo a fine partita ma per la Roma, per Perrotta e Spalletti in particolare, troppe persone non autorizzate sostavano sul terreno di gioco. Un'accusa non nuova rivolta all'organizzazione dello stadio Massimino (e quindi al Catania Calcio) perché, già in occasione dell'ultima partita di campionato della scorsa stagione, la dirigenza giallorossa deplorò, nemmeno troppo velatamente, la gestione dell'evento sportivo all'interno dell'impianto catanese.

Nel frattempo è intervenuto l'Ufficio Indagini con il procuratore Palazzi che ha chiesto e ricevuto un dettagliato rapporto da due suoi incaricati. Il rapporto è sul tavolo del giudice Tosel che domani, martedì, dovrebbe emettere una sentenza (in caso di inadempienza riscontrata il Catania rischierebbe una multa). Il presidente Pulvirenti non ci sta e rispedisce al mittente le critiche piovute da Roma:


"Ieri avete visto tutti quello che è successo. I giocatori della Roma erano abbastanza nervosi per la sconfitta e hanno creato un po' di 'maretta'. Era tutta gente autorizzata, possono testimoniarlo gli ispettori di campo e della Lega. L'unico che non poteva stare lì era Pradè".

L' A. D. Pietro Lo Monaco risponde a Spalletti:

"Non mi sembra che ci fosse un clima esagitato. In campo la spintarella o la parola di troppo non fanno testo, anche sugli spalti non è successo niente. Spalletti dice che c'era troppa gente in campo? Lui non è il depositario di tutte le verità, c'è la polizia che controlla quanta gente si trova in campo e ieri c'era anche tanta gente dalla Roma non autorizzata, come le guardie del corpo"

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