Cellino, furbizia e bravura: il suo Cagliari fa sognare

Strano presidente, questo Massimo Cellino: pazzo è pazzo, ma può dirsi forse che lo è completamente? Il numero uno del Cagliari non è il tipo che si mangia gli allenatori come qualche suo collega e la fiducia incondizionata data ad Allegri in avvio di stagione, dopo 5 sconfitte in fila, ne è un esempio fulgido e lampante. Ma di certo è un eccentrico, pronto alla polemica e per niente avvezzo a diventare simpatico (talvolta neanche per i suoi stessi tifosi). Ma la storia (calcistica) inizia a parlare per lui con numeri e avvenimenti da persona lucida e intelligente, da quando prese 17 anni fa una squadra dall'incerto futuro e ne fece una specie di favola.

Era il '92, di giugno, quando questo ragazzotto 36enne rilevò il club sardo dai fratelli Orrù: fino ad allora aveva sguazzato negli affari di famiglia, nel cagliaritano ovviamente, occupandosi della SEM Molini Sardi (frumento e alimentari derivati). Con lui i rossoblu hanno vissuto stagioni esaltanti e hanno assaporato spesso la B, senza mai colpi eclatanti, senza mai cedere al rosso nei bilanci; eppure Cellino ha guidato gli isolani a una semifinale di Coppa Uefa (eliminando ai quarti la Juve), oltre a due semifinali di Coppa Italia. E ancora un 6°, un 9° e tre 10° posti nei 12 campionati di Serie A disputati, oltre a due promozioni dalla B.

Ora vive a Miami, ma di tanto in tanto fa un salto in Italia per vedere la sua creatura. Una squadra che ha trovato, come per un non preventivabile incantesimo, quell'alchimia magica che può solo far piacere: persa la scommessa Larrivey? Che fa, il nome nuovo è Jeda. Ciao ciao al pur bravissimo Ballardini? Ecco Allegri, quella testa calda di un livornese che con Cellino si intende a meraviglia. E poi gente come Bianco e Lopez, Agostini e Fini, tutti calciatori che insieme a Conti stanno mettendo radici in Sardegna e giocano strabene.

Cellino si sfrega le mani, lui è un istrionico per natura e al termine della partita contro la Juve vinta incredibilmente per 2-3 ha rilasciato dichiarazioni nettamente in sintonia col suo personaggio: "Sono commoventi i miei ragazzi. Mi dispiace, la Juve è una squadra fortissima, abbiamo portato via 3 punti pesanti che a noi non servono tanto. Speriamo non pesino a loro, mi spiacerebbe per questi ragazzi. Ora io torno a casa a mia a Miami, il mio campionato è finito" ridacchia Massimo che sotto sotto spera in un piazzamento in Europa.

Il prossimo impegno è contro l'Atalanta al Sant'Elia, lo stadio che il presidente ha in cantiere di ammodernare: altro che "mollo il calcio" come aveva minacciato l'anno scorso, Cellino ha intenzione di continuare per il Cagliari Calcio e per Cagliari città. E pazienza se Acquafresca non sarà proprio come Gigi Riva che negli anni '70 portò addirittura il tricolore da quelle parti, bastano lui, Marchetti, Biondini e Matri per far sorridere la gente della Sardegna e, chissà, dell'intera penisola. Almeno di quella parte che ama il bel calcio.

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