Gli olandesi non sbagliano la prima...


Rinus Michels 32 anni fa andava predicando il calcio totale e si affidava a Johan Cruyff per insegnare un po' di calcio in terra tedesca. Allora gli orange arrivarono in finale e furono sconfitti proprio dalla Germania Ovest, e quattro anni dopo fu ancora finale, ancora una volta battuti dai padroni di casa e cioè l'Argentina di Kempes. Pur a mani vuote quella scuola, quel modo di vedere il calcio, quella incoscienza dentro e fuori dal terreno di gioco, divenne mitica ed è rimasta nell'immaginario di tutti i patiti del dio pallone. Ma cosa rimane di quel credo oggi, dopo 32 anni? Beh, a vedere come sono andati gli esordi dei 4 allenatori dei Paesi Bassi, cresciuti a pane e lavoro di squadra, forma fisica e movimento, per i 16 milioni e mezzo di olandesi c'è da dormire sonni tranquilli, quel calcio è ormai insito nel DNA dei tecnici ora presenti a Germania 2006. Almeno per quanto riguarda i risultati.

Leo Beenhakker non avrà forse destato spettacolo ma per Trinidad & Tobago non si poteva chiedere un battesimo migliore e fermare la Svezia durante la prima partita assoluta in una competizione del genere per i caraibici non può che destare clamore. Per di più i Soca Warriors erano in 10 e con Glen hanno sfiorato pure il colpaccio, colpendo una traversa clamorosa.

Marco Van Basten, indimenticato eroe milanista, ha optato per i giovani estromettendo dalla sua Olanda giocatori dal calibro di Stam, Davids e Seedorf. Dopo poche ma ovvie perplessità iniziali, il ct orange ha smentito tutti dopo l'esordio col botto della sua squadra contro la Serbia, un 1-0 che poteva essere pure più rotondo, un Robben in grande spolvero e slavi abbattuti con velocità e abnegazione.

Guus Hiddink ha fatto poi ancora meglio con la sua Australia. Sotto di un gol, per di più dubbio, i socceroos non hanno demorso e hanno trovato uno straordinario Cahill che ha condotto i suoi alla rimonta. A completare la festa e a rendere il risultato più rotondo, ci ha pensato poi l'ex Cremonese Aloisi, un 3-1 che rende merito al lavoro del vecchio e buon Guus, da anni sulla cresta dell'onda con l'Olanda, la Corea del Sud e il Psv.

Infine Dick Advocaat, subentrato sulla panchina dei coreani al succitato Hiddink, un tecnico che aveva il difficile compito di far dimostrare agli asiatici come il quarto posto agli scorsi Mondiali non fu frutto di più di un favore arbitrale. Certo, il Togo non è l'Italia o la Spagna, ma l'esordio con un 2-1 è quanto di meglio si poteva chiedere al tecnico di L'Aja, e il gol di Ahn è un dejavù da non sottovalutare.

Insomma il cammino è appena iniziato, ma partire così bene per i tecnici eredi di Rinus Michels è stato senza dubbio di buon auspicio. Anche perché le prossime uscite saranno Inghilterra per Trinidad & Tobago, Costa d'Avorio per Olanda, Brasile per l'Australia e Francia per la Corea del Sud: una riconferma di tutti e 4 avrebbe del clamoroso!

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