Per il Parma il nodo delle comproprietà

Vitalij Kutuzov Si avvicina il 20 giugno, data in cui vanno risolte le comproprietà per evitare di andare alle buste e il Parma sta lavorando proprio sui giocatori in compartecipazione, dai quali dipendono molte mosse sul mercato futuro. I tre nodi principali, come noto, sono legati a Damiano Ferronetti, Alessandro Rosina ed Emiliano Bonazzoli.
Il difensore, ormai è sicuro, sarà a Parma almeno per un’altra stagione, essendo ormai stato trovato l’accordo con la Roma per il rinnovo della comproprietà e col giocatore per il prolungamento del contratto in scadenza nel 2007. Alessandro Rosina, dopo la promozione del Torino, dovrebbe essere ceduto per intero ai granata, immettendo denaro fresco nelle casse gialloblù; mentre la cessione definitiva di Bonazzoli alla Sampdoria dovrebbe essere pagata con una contropartita tecnica (cioè la comproprietà di Vitalij Kutuzov) e, forse, un minimo conguaglio.

Non sarà semplice, per Gabriele Zamagna, districarsi tra le altre comproprietà minori che riguardano i vari giovani mandati a farsi le ossa nelle serie minori, talora con la formula del prestito, più spesso con quella della compartecipazione, proprio per monetizzare un minimo la cessione. Il caso più spinoso forse è quello di Mirko Stefani (1984) che si è messo in luce nella Reggiana (C2) ma che già alcune buone prestazioni in gialloblù in gare di Coppa Italia della scorsa stagione consigliavano di tenere a Parma. Oggi la Reggiana vorrebbe tenere il giocatore e rinnovare la comproprietà, ma a 22 anni è ormai ora di fare il salto di qualità (se se ne è in grado) e tutto sommato il Parma ne potrebbe avere bisogno. Vedremo.

Gli altri casi da risolvere riguardano i portieri Giordano Vanin (1985) quest’anno all’Olbia e Fabio Virgili (1986) che ha vissuto non certo da protagonista la cavalcata trionfale del Napoli in Serie C1. Vanin, che ha già fatto il terzo portiere al Parma, potrebbe essere aggregato alla prima squadra per un’altra squadra in attesa della fine della carriera di Bucci, anche se dietro di lui Corradini scalpita. Detto di Stefani, il suo compagno di reparto alla Reggiana Marco Fanna (1986), altro figlio d’arte, non ha avuto la stessa fortuna, finendo a giocare spesso con la Berretti: improbabile per lui un ritorno a Parma, se partirà per il ritiro lo farà in attesa di sistemazione come molti altri; per esempio come Alex Mansfield Gibbs (1984), l’eterna promessa mai sbocciata che tra infortuni e limiti caratteriali ha fallito anche la chance di Busto Arsizio con la Pro Patria, ormai il tempo passa e l’esplosione non arriva.

Più articolato il discorso che riguarda Davide Furlan (1986), il laterale (titolare l’anno scorso nella semifinale di Coppa Uefa) è reduce da un discreto campionato con la Carrarese, anche se non impiegato a tempo pieno, così come il difensore Fabio Lebran (1987), membro della nidiata della classe 1987 già campione d’Italia Allievi, che ha i suoi avamposti in prima squadra (Marco Rossi, Dessena, Savi) e in Premier League (Giuseppe Rossi e Lupoli), e che comprende anche il piccolo trequartista Vincenzo Pepe, che ha passato metà stagione alla Sambenedettese e metà al Pescara, rodandosi in un campionato duro come quello cadetto. Di questi giocatori è facile che il Parma cerchi di mantenere il controllo ed eventualmente li giri ad altre squadre con la formula del prestito per verificarne i progressi in campionati più alla loro portata.

Potrebbe rientrare alla base anche Leonardo Bianchi (1986), promettente attaccante della Nazionale Under 20, quest’anno a Portogruaro dove non è riuscito a impedire la retrocessione in Serie D della sua squadra. Più complicate, anche per motivi anagrafici, le conferme di Paolo Ruffini (1984), centrocampista della Pro Sesto e di Roberto Massaro (1983), una vittima delle plusvalenze che lo videro al centro di scambi di giovani promesse col Milan insieme allo stesso Stefani, a Favaro e a Porcari. Per lui quest’anno una fugace apparizione a Trieste e un gol in sei partite a Olbia. Un po’ poco.

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