Sergio Floccari: per Del Neri è da Nazionale, per Ranieri da Juve


Nelle ultime quattro partite l'Atalanta, la squadra più imprevedibile del nostro campionato, ha siglato solo 2 reti con due centrocampisti (Guarente e Cigarini), subendone altrettanto poche (appena due, ma costate le sconfitte col Siena e col Bologna): Sergio Floccari è dunque a secco da più di 400 minuti, l'ultimo suo gol in Serie A risale a un mese fa quando impallinò Julio Cesar nel trionfale 3-1 della Dea sull'Inter. Ma in queste partite di astinenza l'attaccante calabrese non ha lesinato impegno e belle giocate, così che il suo nome è sempre molto "caldo" e sono in tanti a parlare di lui. In procinto di passare al Palermo la scorsa estate, è rimasto a Bergamo dove c'è un allenatore che lo stima tantissimo, Luigi Del Neri.

"Le scelte di Lippi sono rispettabili, davanti ha una scelta molto ampia. Non sono d'accordo con lui però quando dice che Floccari deve dimostrare di essere da Nazionale. Floccari non deve dimostrare niente a nessuno: per me è già un giocatore degno della maglia azzurra, ha fatto vedere grandi cose. Se merita va in Nazionale, altrimenti resta a casa. Ma avrà la sua chance, deve solo aspettare" ha detto l'allenatore dei lombardi, uno che ha creduto a occhi chiusi nel numero 33 dell'Atalanta quando nell'autunno del 2007 Zampagna litigò proprio con l'ex trainer di Chievo, Roma e Palermo.

"Se ho offerto da bere a Zampagna? Ma no, via, ci sono tante ragioni che spie­gano la mia crescita. La verità è che a Ber­gamo ho trovato un ambiente ideale: com­pagni fantastici, tifosi calorosi ma discreti, un allenatore che mi stima. Tutto" ha detto Floccari che ora è nel mirino della Juventus. Il motivo? La stima di Claudio Ranieri che sta pensando a Sergio per completare l'attacco juventino, con la probabile dipartita di Iaquinta. "Fa un immenso piacere essere accostati alla Juve. E devo ringrazia­re l’Atalanta, che mi sta regalando tante soddisfazioni. Ma ora voglio godermi il mo­mento, sapendo che non basta quello che ho fatto finora per giocare in una grande squa­dra: devo migliorare, lavorare duro. A fine stagione vedremo".

E su Ranieri: "Se un grande allenatore mi stima, non pos­so che esserne orgoglioso. Mi piace che si parli di me, è uno stimolo. Però ripeto: sa­rebbe sbagliato adagiarsi. Conosco il calcio, vengo dalla Promozione. Meglio parlare po­co e comportarsi bene in campo". Cresciuto nel Nicotera, comune di 6000 abitanti nel vibonese, è esploso al Rimini, prima di fare il grande salto in A con la maglia del Messina: Floccari è uno che fa gol pesanti, primi due alla Juve di Capello nel 2-2 del San Filippo (febbraio 2006), quindi reti a San Siro sia al Milan che all'Inter. E poi reti spettacolari come quelle al Genoa: l'anno scorso un pallonetto, quest'anno un'azione solitaria, sempre al malcapitato Grifone. Bergamo già sa che dovrà salutarlo, ma intanto si gode per altri quattro mesi questo attaccantino niente male, già in doppia cifra (10 i suoi gol fino ad ora).

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