La Serie A saluta due sudamericani: in prestito in Argentina Fornaroli e Larrivey


Lasciano entrambi con un arrivederci, e tutti e due con una voglia matta di dimostrare il loro vero valore: Bruno Fornaroli si sveste il blucerchiato e va per sei mesi al San Lorenzo de Almagro (dove troverà Bottinelli, anche lui alla Samp nella prima parte di stagione), mentre Joaquin Larrivey saluta Cagliari e per sei mesi s'accasa al Velez Sarsfield. Lasciano il nostro campionato con un solo gol all'attivo in due, quello siglato alla prima giornata di campionato da Larrivey alla Lazio, anche se Fornaroli aveva messo il suo pesantissimo sigillo sul derby della Lanterna ma il suo gol era stato annullato ingiustamente da Farina.

Fornaroli ha 21 anni ed era stato un discreto colpo per Marotta e soci: soprannominato "El Tuna", aveva ben figurato nel National di Montevideo, 12 i suoi gol caratterizzati da un ottimo fiuto tanto da venir paragonato a Pippo Inzaghi. A Genova solo 5 le presenze, zero gol e ora l'opportunità San Lorenzo; queste le sue prime parole come giocatore dei Cuervos: "Il San Lorenzo è una squadra che è sempre in lotta per la vittoria del campionato e questo mi motiva molto come giocare la coppa Libertadores. Avevo anche altre offerte dalla Svizzera e da altri paesi. Non ho scelto il San Lorenzo perché era l'unico club che mi cercava. L'ho scelto perché è una grande squadra e perché così esaudisco il mio sogno di giocare in Argentina. Una scelta fatta perché lo volevo".

Larrivey è invece un argentino di 24 anni, nato a Bueno Aires: messosi in luce con l'Huracan dove aveva siglato 36 gol in 99 partite, è arrivato in Sardegna come la grande scommessa di Cellino. L'anno scorso ha avuto molte opportunità ma alla fine ha dovuto cedere il passo ai vari Matri, Jeda e Acquafresca vista la sua cronica incapacità di andare in gol. Quest'anno idem, maglia da titolare all'avvio col gol, poi il declino; così ha commentato il suo trasferimento: "Al Vélez potrò giocare con continuità e dimostrare tutto il mio valore. Mi dispiace andar via perché lascio un gruppo e una squadra fantastica, ma non avevo molto spazio. Il mio è un arrivederci, non un addio". Ne sentiremo la mancanza?

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