I tifosi del Pisa non saranno sulle gradinate per il derby con il Livorno


L'immagine che vedete in alto ritrae la curva nord dell'Arena Garibaldi di Pisa in occasione di uno degli eventi più attesi dell'intera stagione: il derby con l'odiato, sportivamente parlando, Livorno. Questo genere di spettacolo negli anni rischia di diventare un ricordo sbiadito per colpa delle restrizioni imposte ai tifosi in trasferta. È di queste ore la notizia che anche in occasione del derby di sabato prossimo i tifosi ospiti, in questo caso i livornesi, non potranno assistere alla partita. Non solo, gli unici ammessi sugli spalti sono gli abbonati, non saranno dunque nemmeno in vendita i regolari tagliandi.

Questa decisione ha fatto scaturire una decisione clamorosa da parte dei tifosi nerazzurri che hanno deciso di boicottare l'incontro lasciando vuoto lo spicchio di spalti solitamente occupato, la curva nord. Questa soluzione è stata adottata per manifestare solidarietà ai livornesi ed è dello stesso tenore di quella dei labronici qualche mese fa in occasione della gara d'andata. I gruppi organizzati del Pisa fanno sapere che seguiranno la partita attraverso la radiocronaca allestendo uno spazio fuori dallo stadio. Ovviamente non è obbligatorio seguire la protesta, mentre è tassativo l'ordine di non intonare nessun coro contro i livornesi assenti.

"Che razza di derby è un Pisa - Livorno con sole 7000 persone e senza tifoseria ospite? Tutti questi assurdi divieti, tutti questi decreti e la continua repressione stanno uccidendo la parte più bella di partite come queste, e del calcio in generale: il tifo, le coreografie, il confronto, gli sfottò e il campanilismo che le contraddistingue e le rende speciali", come dargli torto? Oltre al danno di questo divieto è arrivata anche la beffa: il prefetto per motivare la decisione ha addotto come motivazione la comparsa di alcuni striscioni pisani a Livorno in occasione della partita d'andata.

I tifosi per appenderli avrebbero in pratica violato il divieto di trasferta, in realtà i pisani scortarono la squadra soltanto fino ad un certo punto e gli striscioni erano semplicemente un modo per manifestare il disappunto visto che recavano la scritta: "Senza tifosi e colore questo è il derby della repressione". Intanto anche a Livorno si sono organizzati per manifestare e domani tutti i tifosi si incontreranno in Piazza Attias per far sentire la loro voce.

I rigidi divieti e il pugno di ferro del ministro Maroni sono riusciti in qualcosa di straordinario: unire gli intenti di due tifoserie, o meglio addirittura di due città, che genuinamente si combattono a suon di battute velenose da sempre. Chissà che anche il Vernacoliere per l'occasione non metta da parte per una volta la sua solita, graffiante, ironia contro i pisani.

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